Politecnico e Ateneo, le novità formative

Non perdere iscritti, ampliare l’offerta formativa e lavorare su una visione strategica che ampli gli orizzonti e coinvolga altri prestigiosi atenei.

L’Università degli studi Aldo Moro e il Politecnico di Bari si preparano ad affrontare la nuova sfida legata alle immatricolazioni dell’anno accademico ormai dietro l’angolo. Bisogna cercare di non perdere terreno in termini di iscrizioni e far capire al popolo degli studenti come non sia necessario lasciare il capoluogo pugliese per puntare su una formazione all’altezza dei nostri tempi. La Regione, ad esempio, condivide questa impostazione e ha messo sul piatto fondi per azzerare le tasse di chi sceglie di tornare a studiare in Puglia, per coprire le borse di studio al 100 per cento degli aventi diritto e per un bonus da 500 euro per supportare la didattica a distanza in favore degli studenti in condizioni di fragilità.

Tra i fiori all’occhiello del Politecnico un corso di laurea magistrale in ingegneria meccanica completamente in lingua inglese. Cresce anche il filo diretto col mondod ell’occupazione epr aggiungere concretezza una volta terminata la formazione universitaria. Dal competence center di Ernst&Young, aperto da meno di un mese, all’accordo per tre dottorati con Isotta Fraschini, la società di Fincantieri specializzata nei motori navali, con la quale il Politecnico farà ricerca sui motori ibridi per le navi, con la tedesca Bosch, sempre sulla mobilità elettrica e col progetto Riapro finalizzato a 300 piccole e medie aziende di puntare sulla riconversione della produzione in mascherine di protezione individuale.

L’Ateneo barese, forte di 42mila iscritti, il numero più alto in Puglia, investe sulla mobilità internazionale con le “global thesis”, le tesi all’estero e guarda al Medio Oriente. Per quanto riguarda le collaborazioni con le altre Università, sono quattro i nuovi dottorati avviati su industria 4.0, l’aerospazio, i beni culturali e l’agroalimentare.

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