Aggredisce e sfregia autista Amtab. Ubriaco arrestato dai carabinieri

E’ bastata la porta anteriore bloccata per le disposizioni covid di un autobus della linea 2/  per innescare una reazione violenta ed incontrollata di un barese  visibilmente ubriaco. L’uomo, che voleva salire a bordo dalla porta anteriore, ha iniziato ad inveire contro l’autista brandendo una bottiglia di birra che ha letteralmente spaccato sul volto dell’ autista successivamente colpito con calci e pugni. Tutto sul lungomare Di Crollalanza. Il  malcapitato è stato trasportato sotto shock al pronto soccorso del Policlinico. Qui è stato sottoposto ad un intervento chirurgico per le fratture del setto nasale e della mandibola.

L’aggressore, il 42enne pregiudicato Gianluca Schiavoni, è stato poi arrestato da una pattuglia dei carabinieri del Nucleo Radiomobile e condotto in caserma, continuando ad inveire contro l’autista del bus e contro i militari. E’ accusato di lesioni gravissime con l’aggravante dello sfregio permanente. Indagini sono in corso per ricostruire con esattezza l’accaduto e le circostanze dell’aggressione. Il presidente dell’azienda municipalizzata barese, Pierluigi Vulcano sta valutando l’eventuale costituzione di parte civile nei confronti dell’aggressore dell’autista del bus Amtab. Per quanto concerne la sicurezza,  i nuovi mezzi sono tutti dotati di cabine di guida più sicure, con vetri blindati che proteggono gli autisti e telecamere a bordo.

Sulla vicenda, da registrare una nota del segretario generale Faisa Cisal, Mauro Mongelli: “È inaccettabile che il personale front line debba continuare a subire angherie e violenze, non possiamo permettere che si consolidi la falsa convinzione che sui mezzi di pubblico trasporto si possa agire indiscriminatamente restando impuniti. Le recenti e ripetute aggressioni non sono più tollerabili” dice Mongelli, parlando di “vili accadiment” che “stanno trasformando i treni, metro, bus e stazioni in teatro di gravi atti di violenza che, oltre a compromettere la sicurezza e la serenità di chi viaggia e di chi lavora, crea la percezione di profondi disagi ed un generale senso di insicurezza del servizio offerto”. “Non’ è più sufficiente la sola solidarietà per le vittime – aggiunge – , servono atti, azioni al fine di mettere concretamente in atto soluzioni volte a ridare serenità ai lavoratori e ai viaggiatori, anche attraverso la costituzione di un tavolo nazionale permanente che non sia solo di osservazione del fenomeno in questione, ma anche di contrasto con azioni appropriate. Sarebbe inoltre auspicabile da parte delle aziende, quale segnale tangibile di difesa dei propri dipendenti e dei beni aziendali, innanzitutto costituirsi parte civile nei confronti degli aggressori”.

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