A fronte dell’aumento dei contagi, da più parti si sta sollevando la questione su come viene gestita la situazione dei migranti e dei senza fissa dimora. Vi sono infatti casi positivi nelle case di comunità gestite dalle associazioni per conto del Comune. Il punto centrale è che nelle strutture si entra senza alcun controllo, praticamente presentando solo un’autocertificazione, senza sottoporre gli ospiti al tampone. Quindi da una parte c’è chi rientrando dalle vacanze in zone a rischio deve seguire rigide procedure come test e quarantena, dall’altra c’è invece chi si limita ad una dichiarazione. I nuovi ospiti delle case di comunità non sono obbligati ad effettuare test e tamponi, eppure girano in città, hanno contatti con la gente teoricamente aumentando in questo momento delicato la possibilità di nuovi contagi. Al contrario, gli ospiti del centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Palese, vengono tutti sottoposti al tampone. Perché allora non aumentare i controlli e localizzare strutture dove trascorrere la quarantena?
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