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I fatti di Napoli e i possibili scenari

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Dopo i fatti di Napoli in tutta l’Italia ci si muove per dire “no” ai diktat anti covid. Ma non solo in Italia ..sembra che Napoli abbia dato la stura ad un risentimento che non attendeva altro per manifestarsi. Anche i baresi…

Cercando di mantenere la massima freddezza, dobbiamo dire che era forse ingenuo pensare che tutti gli  italiani potessero supinamente accettare  di perdere il proprio profitto! Né oggi il passo indietro del governo, che con sollecitudine sospetta promette “qualcosa in più dell’altra volta”, potrà risolvere la questione. Né si capisce da dove verranno i soldi se non da noi stessi…oppure dalla BCE che li stamperà con generosità molto tardiva  acquistando nostro ulteriore debito. 

Certo è che la piazza ha clamorosamente esautorato la politica e le istituzioni con un vaffa a tutto tondo. Gli antisistema trionfano almeno per il momento. Cosa pericolosissima specie se si tiene conto che moltissimi sono convinti dalla rete che esistono oscuri maneggi a tutto danno di noi cittadini. Il conformismo di maniera che imperversa in molti dei media principali da decenni, ha  screditato giornali e televisioni e ora  la gente crede a tutto. I drammatici eventi di questi giorni avvengono dopo decenni di crescenti difficoltà economiche e finanziarie che hanno colpito indistintamente tutti, di ogni classe sociale, originando un grande disagio e una crescente tensione che  la classe politica non è in grado di rappresentare. Anche perchè non si si vedono all’orizzonte soluzioni credibili. Quindi la gente comincia a pensare di fare da se. Anche i politici recentemente eletti (qualcuno come De Luca con più del 60% dei consensi) vengono sconfessati apertamente a dimostrazione che il voto espresso non era certamente convinto ma frutto degli espedienti delle agenzie di comunicazione.

Quindi il caos intellettuale che affligge la politica fin dalla fine delle ideologie si trasferisce nella società che non capisce per quale ragione si devono seguire amministratori spesso visibilmente meno capaci degli amministrati e quindi si protesta non per proporre altre strade ma per dare sfogo alle tensioni accumulate. La politica può ancora fare qualcosa ma deve avere idee nuove e ardite oltre che decisive, idee che sinora  non ha mostrato di possedere. I politici sono lontanissimi dal capire la base e i macro fenomeni che sono in atto.

“Se ne devono andare” dice qualcuno, senza che vi sia una alternativa. Il sospetto è che  si farà come sempre: qualcuno dovrà mettere mani al portafogli e grazie ai disordini di piazza i politici italiani potrebbero forzare la mano ai paesi del nord Europa e chiedere altri danari. Ma potrebbe essere l’inizio della fine dell’Europa, non solo di quella che conosciamo ma delle istituzioni europee tout court. È infatti ben difficile che le onnipotenti burocrazie europee accettino di dipendere dagli umori delle piazze del sud Europa.

Il buio si infittisce, le cose si sono messe malissimo e non sarà facile uscirne. Il dibattito è appena iniziato.

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