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Tamponi nei centri accreditati: costi elevati e polemiche

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Una situazione ingarbugliata, nella quale la Regione dovrebbe fare maggior chiarezza. Parliamo della possibilità, concessa ai cittadini, di sottoporsi di propria spontanea volontà al tampone per verificare la propria positività  o meno al Covid-19. I centri autorizzati a compiere questa operazione, nella città di Bari, sono solamente due: il laboratorio d’analisi Ditonno, in via Quintino Sella, ed il suo omologo Cusmai, di via Demetrio Marin.

Queste attività, regolarmente accreditate dalla rete della sanità pugliese che si occupa della gestione della pandemia, tuttavia, sono ancora in attesa di provvedimenti che chiariscano il costo massimo da richiedere all’utenza che sceglie di sottoporsi all’esame oro-faringeo. Stando alle prese di posizione di Lopalco ed Emiliano, non si sarebbe dovuta superare, in questi casi, la soglia degli 80 euro a prestazione. Mancherebbe ancora, però, sul punto, un atto ufficiale.

Molti pazienti, quindi, secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, avrebbero speso una somma superiore ai 100 euro, anche in tempi recentissimi. Inoltre, sul piano pratico, la trafila da seguire per sottoporsi al controllo non è delle più semplici.

Ogni singola persona, infatti, deve compilare l’apposito questionario (qui un esempio), oltre all’informativa privacy, e alla dovuta richiesta firmata dal proprio medico curante o da altro sanitario. C’è un’altra problematica, poi, relativa ai tempi del test. Se ci si rivolge ai privati, infatti, di norma, l’esito del tampone sarà comunicato entro le 72 ore successive. Il che va bene, in una situazione di normalità.

Ma se, come è accaduto per taluni, si richiede l’esame domiciliare, magari perché si è in quarantena cautelativa, per contatti con un positivo, se l’esito dell’esame arrivasse prima degli 8 giorni dall’ultimo incontro con il soggetto infetto, non verrebbe preso in considerazione, e la prestazione verrebbe ripetuta, all’interno degli ospedali cittadini, a titolo stavolta gratuito.

Poi ci sono le lamentele dei condomini, specialmente in via Quintino Sella 12. Laddove insiste una parte dei laboratori Ditonno. Alcuni residenti si sarebbero addirittura rivolti ad un legale, per fermare questo presunto andirivieni di gente in attesa di sottoporsi all’accertamento clinico. Ma dalla struttura si difendono, precisando di procedere regolarmente alla sanificazione degli ambienti, e di ricevere solo su appuntamento, con tutti gli accorgimenti richiesti dalla normativa anti-contagio.

Il 28 ottobre, intanto, l’ente regionale ha firmato un’intesa per consentire la somministrazione dei tamponi rapidi da parte dei medici di famiglia, per gli asintomatici reduci dai 10 giorni prescritti di isolamento domiciliare. Ma molti di questi professionisti non sarebbero, al momento, attrezzati, per mettere in opera questa misura. Di confusione, insomma, sotto il cielo della Puglia ce n’è parecchia.

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