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Il bilancio del primo weekend arancione: meno auto in giro. I controlli intelligenti ci sono

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Come è andato il primo weekend da semi-lockdown? Qualcosa è cambiato con la fase arancione. E’ vero che la gente, sfruttando i limiti del coprifuoco, cerchi di mantenersi viva anche popolando le vie del centro cittadino o del proprio paese (hanno, per esempio, suscitato viva indignazione quelle che hanno immortalato una via Sparano piena), ma sulle strade più importanti – in particolar modo la tangenziale – si iniziano a vedere meno mezzi in circolazione del solito. C’è chi resta a casa, c’è chi preferisce non rischiare e anche chi non molla e che di cambiare le proprie abitudini – o rispettare le regole sull’uso della mascherina – ancora non vuole saperne. Talvolta gli anziani, ma il problema riguarda soprattutto i più giovani. A Bari come nel resto dell’area metropolitana.  

La tangenziale di Bari all’altezza di Carbonara alle ore 21.15

POCHI FLUSSI AUTO. Non risultano esserci con troppa frequenza, almeno prima delle 22, eccessivi o rigidi controlli da parte delle pattuglie della Polizia municipale, almeno in aree riguardanti possibili ingressi provenienti dai comuni limitrofi. Sulla rotonda che porta in via Amendola qualcosa si inizia ad intravedere ad una ventina di minuti dall’inizio del coprifuoco, ma nessun posto di blocco vero e proprio. Situazione simile anche per altre zone, come ad esempio quella nei paraggi del “‘San Nicola”, lato Carbonara. Un minimo di circolazione di auto e mezzi di trasporto la si intravede in mattinata, per poi calare progressivamente col tramonto del sole. Per certi versi appare un fatto fisiologico, per altri decisamente strano. La tangenziale per la prima volta da marzo appare molto poco caotica in ogni caso. Per il resto si vedono in giro tante saracinesche abbassate, con la sola eccezione di quei negozi che ancora hanno diritto a restare aperti. E si vedrà se i centri commerciali avranno modo di restare ancora aperti o resteranno ancora a mezzo servizio: il sindaco Decaro ha annunciato battaglia sull’argomento, al fine di non creare disparità.  

IN PROVINCIA. Ma in provincia come vanno le cose? Alcuni Comuni stanno conducendo un lavoro enorme sulla questione. A Molfetta, ci racconta il comandante della Polizia municipale Cosimo Aloia, con un passato anche nel capoluogo pugliese: “I controlli per l’uso delle mascherine in realtà non si sono mai interrotti. Nell’ultima settimana abbiamo sanzionato 17 minorenni riuniti in un locale ed altri 7 ragazzi che stavano festeggiando una laurea, cosi come il proprietario di una vineria. Intensificheremo la sorveglianza tra i giovani, che a volte provano a riunirsi nei locali. Ci sono controlli anche per attività commerciali. La gente, comunque, dopo le 22 sta rispettando il coprifuoco, ha compreso il momento. Soprattutto gli anziani”. Situazione soddisfacente anche ad Acquaviva delle Fonti. “I controlli – spiega Giovanni Centrone, comandante polizia locale – hanno riscontrato una buona risposta da parte di cittadini e commercianti. Nessuna infrazione per il momento, anche se qualche segnalazione ogni tanto giunge per qualche mascherina non indossata correttamente. Rispetto a marzo le differenze sono comunque enormi. Prima c’era uno scenario di guerra, ora c’è più movimento”. Chiuso, anzi desolato come da disposizioni, l’Outlet sulla strada tra Molfetta e Bisceglie: un tratto della strada statale 16 spesso trafficato ora risulta decisamente sgombro. I primi bilanci sembrano dunque positivi.  

La situazione in via Amendola alle 21.35 di sabato 7 novembre.
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