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Puntare su tecnologia e rinnovo generazionale per le sfide del futuro

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La Puglia da sempre, per la sua posizione geografica ma anche per la sua storia commerciale, ha elevate potenzialità economiche garantite da tre porti principali per traffico merci e da due aeroporti internazionali. Innovazione, concorrenza e competitività sono sicuramente i tre percorsi da seguire. Voglio aggiungere, però, anche la diversificazione, con un ampliamento della gamma dei prodotti e di nuovi servizi da offrire.

Il rapporto della Banca d’Italia di giugno 2020, mostra che l’economia pugliese nel 2019 ha avuto un lieve calo ma è comunque risalita dalla crisi finanziaria del 2008. Certo, un duro colpo lo stiamo subendo dalla pandemia. Ma siamo sempre la regione del Sud Italia che sta meglio, sebbene non raggiungiamo la media nazionale, altro obiettivo che dobbiamo centrare, semplicemente perché possiamo farlo: abbiamo tutti i presupposti per tentare e per riuscire in questa impresa. Se tante aziende hanno dovuto chiudere, molte sono rimaste e altre ancora si sono trasformate per produrre, ad esempio, i dispositivi di produzione individuale (Dpi). Segno della dinamicità dei nostri imprenditori, attenti osservatori di una realtà che cambia e che produce un pil del valore di 69 miliardi di euro, dall’industria, al commercio, all’agricoltura. Quest’ultimo un settore strategico, punto di riferimento per la buona alimentazione e l’ecologia, la filiera corta e le tradizioni. Attorno alla cultura della campagna gravita l’ospitalità attenta al territorio, all’ambiente e al turismo sano e consapevole. Il luogo del cibo giusto, quello di qualità, sano, garantito e buono. E ci sono dati che ci fanno ben sperare, nonostante tutto. Se nell’ultimo decennio, in Puglia, si sono perse ben 11.785 aziende agricole (erano 88.943 al 30 settembre 2010), durante il lockdown e nei mesi a seguire sono aumentate di 716 unità (erano 76.442 al 29 febbraio scorso) ed ora sono 77.158. Attualmente, rappresentano il 23,5 per cento del totale delle imprese attive pugliesi (328.881). Ben 22.966 hanno sede legale in provincia di Foggia; 18.455 sono ubicate in quella di Bari; 10.474 in quella di Taranto; 8.913 in quella di Lecce; 8.856 in quella di Barletta-Andria-Trani; 7.335 in quella di Brindisi (e altre 159 senza indicazioni della rispettiva provincia). Insomma, la cultura della terra rappresenta ancora una importante opportunità per fare impresa, che se ben sfruttato, soprattutto pensando ai giovani, potrà sorprenderci ancora. Serve continuare sulla strada dell’innovazione, per assicurare il ricambio generazionale anche nelle piccole e medie aziende agricole, per non restare indietro in un mercato globale e per puntare su figure professionali dinamiche, moderne, all’altezza delle sfide che ci attendono. La Puglia non può tirarsi indietro.

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