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Quinto Municipio. Il presidente ci racconta la pandemia a nord di Bari

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Intervenire quanto prima con un vaccino e mostrare attenzione a quei settori e cittadini più fragili. In sintesi, a margine di una piacevole chiacchierata, sono state queste le affermazioni più marcate di Vincenzo Brandi presidente del V Municipio. In carica da poco più di un anno, l’amministratore periferico a nord del capoluogo, ha voluto descriverci quella che è la situazione attuale, fronte Covid, nei quartieri che governa.

Un quadro che ben identifica il momento delicato che Bari e le sue periferie stanno vivendo; un passaggio storico che sarà difficile da dimenticare, ma utile a rendersi conto di come in un niente si può rischiare di perdere tutto: occorre essere attenti, coesi ed intervenire con le giuste precauzioni, così come Brandi ha voluto sottolineare.

Attualmente sono 200 i casi di infezione da Corona Virus presenti sul territorio sopracitato, ma il dato più preoccupante – commenta il presidente – resta quello legato agli asintomatici, vere e proprie mine vaganti difficilmente cristallizzabili in dati effettivi. Per di più, dato analogamente preoccupante e non da meno, resta quello legato al trend negativo delle attività commerciali, molto in affanno ultimamente: piccoli imprenditori, autonomi o gente che aveva deciso di partire con una nuova attività all’improvviso si sono trovati di fronte a convivere con un problema molto ostico e penalizzante. Anch’io come amministratore sono molto preoccupato – chiosa Brandi – e aggiunge: “La difficoltà continua nell’affrontare cittadini in emergenza per un verso, ed i considerevoli ritardi in tutte le attività a causa di più fattori tra i quali le rallentate linee di produzione, lo smart working, le manutenzioni ordinarie in ritardo di tre mesi a causa del precedente lockdown, nonostante gli sforzi delle ripartizioni. Una delle cose più complicate è farlo comprendere e spesso avere difronte muri di gomma di chi ritiene che non sia un suo problema.

Dal canto nostro, come Municipio, non ci siamo mai fermati, neanche un giorno, abbiamo continuato nel silenzio della sede del Municipio vuota a programmare, a studiare, a mettere anche in campo azioni concrete di aiuto a tutti i cittadini in difficoltà. Siamo stati i primi a creare, durante il lockdown, cinque hub nei quali attraverso le sedi Caritas parrocchiali abbiamo fisicamente consegnato quintali di beni di prima necessità, farmaci e tutto ciò che riuscivamo a reperire attraverso una rete di imprenditori messisi a disposizione della collettività. Le nostre macchine, quella mia e dei consiglieri, erano diventate veri e propri furgoni merci per cercare di arrivare ovunque vi fosse necessità, sperando di esserci riusciti.  Oggi, in aggiunta agl’interventi effettuati attraverso i fondi nazionali, abbiamo riattivato tutte le misure di sostegno sia attraverso il Welfare cittadino e sia a favore del commercio con particolare riferimento a quelle attività che maggiormente hanno subito uno stop degli introiti”.

Da sottolineare, altre sì, l’atteggiamento dei residenti che se durante la prima fase pandemica hanno trasformato la paura in consapevolezza, ora questa “buona abitudine” sta venendo meno, complice soprattutto il rapido evolversi dei fatti legati alla diffusione del virus e una rabbia sopita che adesso sta venendo fuori, così come lo stesso Brandi riconosce: “Non sempre si comprende che chi decide per gli altri è una delle cose più complicate che esista, ma qualcuno ha il dovere di farlo cercando di tutelare il più possibile. Comprendo che in taluni casi sia complicato adeguarsi in modo camaleontico alle diverse situazioni in continuo modificarsi soprattutto se questo si traduce in problemi economici nel non poter garantire sopravvivenza alla propria famiglia, ma noi non vogliamo abbandonare nessuno”.

Capitolo controlli e restrizioni. Con l’incremento delle forse dell’ordine, compreso l’Esercito, la situazione resta pressoché gestibile anche se deve rimanere chiaro che queste operazioni non devono spingere il cittadino a sentirsi “osservato” ma piuttosto tutelato: il servizio non è ancora possibile renderlo capillare su tutto il territorio, ma c’è. Un monito, un pensiero, quello del presidente che si associa ad un’azione che egli stesso ha intrapreso: supportare e muoversi con chi ci protegge, in questo caso il comparto sicurezza.

Battute conclusive, infine, riservate ad un auspico personale, ma rivolto anche alla Nazione: “Auspico che prima possibile si possa intervenire con forse l’unica soluzione possibile per arginare il contagio: il vaccino – asserisce Brandi –

Nel frattempo per affrontarla al meglio è necessario mantenere la guardia alta mettendo in campo tutte le precauzioni possibili anche attraverso l’uso delle mascherine e delle distanze di sicurezza ove possibile. Abbiamo anche la necessità di aiutarci a vicenda il più possibile. Dovrebbe essere una legge naturale che chi ha di più deve aiutare chi ha di meno. Intanto, cerchiamo di aiutare tutti quelli che hanno difficoltà a portare avanti le proprie attività sul territorio; riduciamo i consumi delle grandi catene, che comunque danno lavoro ma hanno una possibilità di respiro più lunga, e cerchiamo di aiutare le realtà locali.

Auspico infine che il Governo nazionale presti molta attenzione a quei settori che più di ogni altro non hanno mai potuto veramente ricominciare: penso, a titolo di esempio, agli operatori del turismo, agli operatori della cultura, dello spettacolo e dello sport. Così come noi amministratori locali non dovremo mai perdere di vista la gigantesca quantità di “veri” indigenti, quelli che non vede nessuno, quelli che non si recano presso i nostri uffici solo per pudore e che non gridano e non si lamentano. Spero con le attività messe in campo e con quelle in corso di essere arrivato almeno ad una parte di essi. Infine auspico che tutto finisca presto per riprenderci la nostra vita”.

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