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Bari e la Puglia ferite ma possono superare la crisi. Parola di Cerved

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Bari e la Puglia possono farcela a superare la crisi causata dalla pandemia. Lo dicono i dati diffusi dal Cerved (agenzia lombarda di informazioni commerciali, monitora e gestisce il rischio di credito) sulle piccole e medie imprese e riportati nel rapporto del 3 novembre scorso. Il Mezzogiorno, Puglia e Bari comprese, ne esce bene se raffrontato al Nord e al Centro sullo stato economico di previsione delle Pmi. Lo studio fa riferimento ai dati del 2019 e ai primi mesi del 2020 in cui sono compresi gli effetti dell’emergenza da pandemia del covid-19, il primo lockdown e il secondo blocco. Altrettanto nel rapporto di qualche mese prima, giugno 2020, riferito alle Città metropolitane (passate dalle 10 del 2014 quando sono state istituite alle 14 attuali) e nel quale Bari, stando allo studio mirato del Cerved, avrebbe buone possibilità di non uscire solo “ferita” da questo secondo lockdown, comunque meno danneggiata di tante città del Nord.

Dati che qui vogliamo riassumere e riportare come speranza per tutte quelle Pmi che stanno attraversando un momento difficile ricordando che un solo posto perso per una qualunque difficoltà, anche non voluta dall’uomo, così come un’attività chiusa per sempre o ridotta, fa compiere “passi indietro” per tutta l’economia locale e che quindi ci dovrebbe sempre essere attenzione da parte dei governanti affinché questo non accada mai. Nemmeno in piena pandemia quando le attenzioni sembrano spostate solo verso un’unica emergenza, quella sanitaria, quando le emergenze-urgenze sono più d’una.

A giugno il Cerved ha pubblicato lo studio sul possibile scenario che le conseguenze della pandemia potrebbero causare nelle città metropolitane a fronte dei vari Dpcm e chiusure imposte. Bari, secondo l’agenzia lombarda, perderebbe tra il -6,4% e il -8,4% (a seconda se si verificasse la situazione meno pesante o più influente) del fatturato rispetto alla situazione precedente -19mld di euro fatturato nel 2019. Dove a rimetterci di più sarebbero tutti quei settori dove le norme di distanziamento, per forza di cose, non potrebbero essere rispettate o quelli dove si risente del forte calo dell’esportazione.

La Città metropolitana di Bari, nelle varie classifiche, risulta sempre nei livelli più bassi (tra il 9° e il 13° posto). Ad esempio per il fatturato è al penultimo posto con una previsione nel triennio 2021- 2019 addirittura positiva al 2,3% rispetto ai 34,8mld fatturati nel 2019 (con una media nazionale negativa -2,8%) e 9,3% nel 2021-2020 (media nazionale 10,2%) su uno scenario base. Mentre in uno scenario pessimistico Bari, sempre al 13° posto rispetto e allo stesso fatturato del 2019, potrebbe salire al 13,6% nel 2021-2020 e -3,5% nel 2021-2019.

Se si dovessero, ma ci auguriamo come tutti di no, verificare condizioni peggiori a Bari il settore che risentirebbe di più sarebbe quello edilizio che nel biennio 2020-21 registrerebbe -0,4%, stessa percentuale stimata per i concessionari di autoveicoli e motoveicoli e componenti autoveicoli.

C’è da aggiungere che lo stesso Cerved ha previsto per Bari, nel 2019, la possibilità di vedere crescere 3.079 aziende ritenute con forte propensione allo sviluppo, una incidenza del 23%, e dove tra l’altro solo il 4,3% risultava fortemente digitalizzato ora salito al 7,9%, una percentuale comunque molto bassa rispetto a quella delle regioni settentrionali, anche se Bari può vantare il titolo di prima città metropolitana del Sud Italia in tema di aziende più tecnologiche.

Se a livello nazionale la pandemia ha colpito le pmi con un calo compreso tra -11% e -16,3% a Bari la previsione è quella tra il -10,6% e il -15,1%, al di sotto della media italiana. Nella città metropolitana pugliese nel 2019 si è fatturato per 4,2 miliardi di euro con una previsione di 31,1 mld nel 2020 e 34 mld nel 2021, con tassi di variazione 2020-2019 del -10,6%, nel 2021-2020 9,3% e -2,3% nel 2021-2019 in uno scenario base. In una situazione più difficile sarebbe invece pari a 29,5 mld nel 2020 e 33,5 nel 2021, con tassi di variazione nel 2020-2019 del -15,1% (media nazionale città metropolitane -18%), nel 2021-2020 13,6% (16,6%) e -3,5% (-4,3%) nel 2021-2019.

Nel Mezzogiorno, e quindi anche in Puglia, sarà il settore turistico a risentire di più della crisi. L’intera filiera pagherà la quota più alta di licenziamenti. La nostra regione, in uno scenario meno pessimistico, su 368.728 occupati in società di capitale nel 2019 e 853.283 di lavoratori tra società di capitale, imprese individuali e società di persone, sono 65.278 le imprese a rischio default pari ad una percentuale del 17,7% con 6.613 posti di lavoro persi, oltre 28mila licenziamenti stimati, e più di 34.600 riduzioni d’organico per un 9,4% (totale riduzione organico 78.298 con percentuale del 9.2%). Su una media nazionale di imprese a rischio dell’11,3% e totale di riduzione organico del 7,5% per le società di capitale e dell’8,3% totale. Nello scenario peggiore avremmo il 22,3% delle imprese a rischio con riduzione organico del 13,3% e totale privato del 13,2% a fronte dei dati nazionale, rispettivamente, del 14,8%, 10,5% e 11,7%. Ciò significa che piuttosto che chiudere, i piccoli imprenditori pugliesi preferiscono sempre ridurre le forze lavorative spesso sobbarcandosi in prima persona il lavoro per mandare avanti l’azienda.

Le cifre di previsione non si trasformeranno da negative in positive, nemmeno grazie ai provvedimenti di emergenza, tra l’altro con il decreto ristori rideterminato e “‘allargato” ad altre categorie proprio di recente, poiché non sono mai fondi elargiti in maniera immediata. I dati del Cerved però non delineano un quadro disastroso nemmeno in questo 2020 che sta per concludersi. Gli indici di redditività, seppur crollati rispetto al precedente anno, subirebbero una “ferita” pesante e crudele ma non mortale. Ne siamo certi anche noi di Bariseranews, come pugliesi e baresi, perché conosciamo la forza dei nostri conterranei e sappiamo che siamo in grado di “stringere i denti” nei momenti più duri e di saperli affrontare sempre e comunque.

Anna Caiati

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