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Da “Biancofiore” la cucina barese rivisitata in chiave creativa

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Diego Biancofiore, titolare dell’omonimo ristorante, è innanzitutto un campione di simpatia e di disponibilità. Il suo locale rappresenta come ama sottolineare “il giusto luogo d’incontro tra gusto e palato, ideale per (ri)scoprire i sapori della cucina barese rivisitata con creatività dallo chef. Infatti, la continua ricerca del sapore vero e genuino ci ha portati ad una accurata selezione di prodotti naturali di qualità, per esaltare i piatti tipici della nostra tradizione. Dal crudo di mare al pesce appena pescato, dalla pasta fresca fatta in casa alle migliori carni, dai prodotti più buoni della nostra terra ad una selezione di formaggi e deliziosi dolci: armonie di profumi e declinazioni di aromi, per accogliervi e condurvi in un’appagante esperienza di gusto. Sapori, colori e odori saranno i protagonisti di un pranzo e/o una cena che non deluderanno le vostre aspettative”.

In primo piano quindi l’eccellenza della materia prima della nostra terra. Ma non basta…

“Il menù è ampio per deliziare tutti i gusti ed i palati coccolando con i nostri principali ingredienti: gentilezza, professionalità, creatività, amore per la cucina. Da noi il cliente è al centro delle attenzioni. Per l’eleganza dell’atmosfera, l’eccellenza della proposta gastronomica e la capacità di conciliare l’accoglienza con professionalità e la qualità, Biancofiore viene scelto dai baresi che vogliono far colpo se hanno ospiti che provengono da altre regioni”.

Lei, Diego con Daniela condivide l’amore per la tradizione?

“Da sempre abbiamo condiviso il sogno di creare un ristorante che rappresentasse la cucina tipica pugliese, rivisitata e, che fosse, allo stesso tempo, un luogo dove i nostri ospiti potessero sentirsi coinvolti da un’esclusiva accoglienza. Un desiderio che si è realizzato, grazie all’esperienza, che nel corso degli anni, abbiamo maturato insieme nel campo della ristorazione. Così, dall’amore condiviso per la nostra terra e per la sua tradizione culinaria e dalla volontà di volerlo trasmettere ai nostri clienti, nasce il ristorante Biancofiore”.

Una storia d’amore fra voi e per la vostra terra, lo stesso amore che rivolgete alla vostra clientela?

“La accogliamo  con cortesia ed ospitalità, dedicando particolare attenzione a tutte le esigenze e  contribuendo a rendere piacevoli e speciali i momenti da trascorrere qui da noi. Il nostro obiettivo è rendere esclusiva l’ esperienza di gusto, proponendo prodotti sempre freschi e tradizionali e riservando la nostra professionalità ed esperienza, contornate da uno scorcio di Puglia creato unicamente per voi”.

Parliamo ora del ristorante come location che si ispira ai  colori mediterranei. Ci dica qualche cosa di più?

“Semplicità ed eleganza caratterizzano la sala, le sfumature del bianco e del blu e archi in pietra viva a ricordare i colori del nostro territorio. Una mise en place essenziale, arricchita da piccoli dettagli di classe che contribuiscono a rendere unici i momenti trascorsi qui da noi. La volta a botte, custodisce i vini in alto ben disposti e la cucina a vista  renderà partecipi delle piccole magie create dalla nostra brigata. Il Ristorante Biancofiore è una piccola rappresentazione della nostra Puglia semplice e raffinata”.

E’ fondamentale per il successo del ristorante lo chef.  Chi è? Lo possiamo definire un creativo del gusto?

“Il nostro giovanissimo chef barese Giacinto Fanelli, ama raccontare con i suoi piatti, la Puglia e la varietà dei suoi prodotti. Ne esalta l’autenticità dilettandosi in composizioni culinarie che trovano l’equilibrio nei vari accostamenti di ingredienti differenti”.

Cosa è presente nella vostra cucina?

“Non possono mancare tutte le materie prime che caratterizzano la nostra terra come: pesce azzurro appena pescato e le verdure tipiche pugliesi, che diventano per lo chef tutti elementi da rielaborare nell’ottica di “riportarli al loro vecchio splendore”. Così vengono concepiti piatti come: gazpacho che ricorda quello andaluso abbinato al nostro baccalà, servito con mandorle tostate e rucola selvatica, piuttosto che il tonno rosso in crosta di mandorle con la cipolla rossa in agrodolce accompagnato con friggitelli saltati in padella. Giacinto firma, con la sua creatività, i piatti della nostra terra che caratterizzano i menu del Biancofiore”.

Parliamo proprio dei menu’… Come li presenterebbe?

“Uno sguardo alla Puglia e alle sue tipicità. Un menu che è la fotografia dei prodotti pugliesi. In questa chiave si propongono gli antipasti di terra e di mare, primi piatti di pasta fresca e secondi di pesce e di carne, da gustare in una location tutta mediterranea. Poniamo particolare attenzione alla freschezza e alla qualità delle materie prime, rispettando il loro ciclo di stagionalità.

Ora con lo chef diamo uno sguardo agli antipasti.

“Antipasti crudi: selezione di frutti di mare, varietà di crostacei e sfilettati crudi,  millefoglie di pesce, pomodoro verde, fior di latte e basilico; sashimi di pesce azzurro con zuppetta fredda di anguria; tartare di tonno con acqua di pomodoro, rucola e ricotta e battuto di gambero rosso con frutti rossi e germogli di piselli. Passiamo ora agli antipasti cotti: Polpo scottato con patata alla maggiorana; merluzzo cotto in olio evo con gazpacho pugliese insalatina di mare calda; melanzana, datterino al forno, ricotta e basilico; tartare di scottona con caciocavallo, tartufo nero e nocciola” .

Roba da acquolina in bocca: passiamo ai primi.

“Ve ne elenco alcuni. fettuccella con seppia e pesto di zucchine e menta; rigatone con datterino, guancia di pescatrice e guanciale croccante; raviolo di ricotta con crudo di gamberi e mandorle tostate; spaghettone cozze, cacio e asparagi; Orecchiette mantecate con rucola, datterino, melanzane e ricotta salata”.

Chef Fanelli, ci presenta ora qualche secondo piatto?

“Pescato locale, scampi e gamberoni, astice locale, tonno in crosta di mandorle con cipolla rossa in agrodolce, rombo in crosta di mais con insalatina di cicorielle in agro, filetto di vacca con friggitelli, provola e patate. Naturalmente dipende sempre dalla disponibiltà e dal periodo.

E per concludere in bellezza passiamo ai dessert..

“Degustazione di formaggi abbinati a confetture, cappuccino Biancofiore, soffice al cioccolato con pesche al rhum, gelato alla gianduia e caramello, crema di ricotta di pecora con frolla al cacao e fragole, mousse al passion e limone con frutti rossi. Per chi invece volesse approfittare dei menù degustazione, lo chef ha selezionato sei portate ad un costo di 50 euro sia di terra che di mare. I menù degustazione non comprendono vini e vengono serviti per l’intero tavolo (min. M due persone”).

Molto curata è anche la carta dei vini. Ce lo conferma, Diego?

“E’ frutto di una personale passione. Ho selezionato produttori che stimo per la scelta e l’impegno che mettono nel lavorare la vigna 365 giorni l’anno. Gran parte sono aziende agricole che, con rigore, cercano di non utilizzare la chimica di sintesi nel vigneto. Utilizzano lieviti indigeni e un limitato quantitativo di anidride solforosa, senza variare i parametri fisico-chimici in cantina. Esprimono così la loro personalità”.

Biancofiore ha dalla sua anche l’ubicazione. Dove ci troviamo? Ci fa da guida?

“Siamo qui, a due passi dal centro storico! Da corso Vittorio Emanuele II, è semplice raggiungere la città vecchia che si sviluppa alle sue spalle in vicoli irregolari.

Passando per la rinomata Piazza del Ferrarese, dove un recente scavo mostra i resti della sua pavimentazione originaria si percorre la Muraglia edificata nell’epoca medievale.

Sul suo punto più alto, di fronte , si erge il Fortino costruito nel XVI secolo.

Sulla destra, invece, si rivela in tutta la sua bellezza, il lungomare Augusto Imperatore, caratterizzato dai suoi vecchi lampioni in ferro e dalle barchette dei pescatori, attraccate al porticciolo.

Nel cuore della città vecchia, a due passi,  la Basilica di San Nicola e la Cattedrale di San Sabino, che con la loro essenzialità architettonica, costituiscono due grandi esempi di arte romanica pugliese.

Dalla Cattedrale sarà semplice raggiungere il Castello Svevo fatto ricostruire da Federico II di Svevia.

Ritornando su Corso Vittorio Emanuele II, sulla sinistra si erge il Palazzo della Prefettura e a destra uno dei tre teatri che arricchiscono il patrimonio artistico della città: il Teatro Piccinni.

Proseguendo verso il mare, di ecco il Teatro Margherita, particolare per la sua struttura che posiziona le  fondamenta nel mare. Oggi è sala espositiva per mostre di arte moderna e contemporanea.

Prima di raggiungerlo, però, è d’obbligo una passeggiata su Corso Cavour che, insieme alla famigerata Via Sparano è uno dei corsi principali dello shopping.

Percorrendo il corso, tra un negozio e l’altro si ammira una delle bellezze e dei simboli culturali più importanti della nostra città: il Teatro Petruzzelli, incendiato nel 1991 poi ricostruito e inaugurato nel 2009.

Bari è una città che tra i vicoli e le strade principali, conserva gelosamente la sua storia artistica e culturale e aspetta soltanto di essere scoperta”.

Da come ci hai descritto la tua Bari, si vede che la ami profondamente.

Per concludere non ci resta che invitare i baresi e chi è di passaggio a venirci a trovare per assaporare un angolo di Mediterraneo al centro di Bari, gustando prodotti stagionali, i migliori vini biodinamici e il pescato fresco  in una cucina tipica rivisitata con classe.

RISTORANTE BIANCOFIORE | Corso Vittorio Emanuele II, 13 – 70122 Bari (BA) – Italia

Tel. +39 080 5235446  | biancofiore.diego@libero.it |

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