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“Ho aspettato 17 giorni un tampone Asl per mia figlia”. La denuncia su Fb di un papà

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Facebook è la grande piazza virtuale dove postare emozioni, gioie e dolori. E anche situazioni che rasentano l’assunto. Come la storia di Nicola Caldarulo e dell’odissea vissuta dalla figlia per effettuare un tampone anti Covid. “La figlia – scrive il papà – viene a contatto con una persona risultata dopo pochi giorni positiva. A questo punto, preoccupati, ci attiviamo e contattiamo la pediatra. Segnalazione fatta. Attendete tutti,vi chiamerà la Asl a casa per il tampone”.

I giorni passano ma il telefono non squilla. Nel frattempo la bambina ha “tosse, perdita di gusto e olfatto, mal di gola”. Dopo 17 giorni l’Asl finalmente chiama. Nel frattempo Caldarulo si reca due volte all’ospedale Di Venere. Ma siccome non c’è la prenotazione dell’Asl è costretto a tornare a casa. Perché non provare ad un laboratorio privato? Perché i tamponi sono sospesi. Alla fine, tutto è bene quel che finisce bene. Ma l’attesa distrugge. E il virus cammina.

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