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Adottiamo l’idea delle sentinelle anti-assembramenti di Trinitapoli

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Spesso un’idea, soprattutto se ritenuta realizzabile, non onerosa e tanto più necessaria, può e dovrebbe essere “copiata” da chiunque. Persino da chi viene giudicata “più grande” rispetto a chi ha avviato un progetto nato in un piccolo centro.

E’ il caso della città di Trinitapoli, in provincia di Bat, che dista poco più di 82 chilometri da Bari, che conta circa 14mila abitanti. Un piccolo paese della Puglia, rispetto alla Città Metropolitana di Bari, ma che sembra aver avuto un’idea grande e geniale e che, a nostro parere, andrebbe presa ad esempio ed immediatamente “copiata” e realizzata pure qui da noi a Bari.

Dal pomeriggio dell’11 novembre, il primo cittadino ha messo in azione sei sentinelle anti-assembramenti. Si tratta di percettori, così come pubblicato sulla pagina social Facebook del Comune di Trinitapoli, del Reddito di cittadinanza e di dignità. Cittadini che avranno l’importante compito di sorvegliare i loro concittadini ed invitarli al rispetto del distanziamento sociale così come di indossare la mascherina nel modo corretto piuttosto che ricordare a tutti, negozianti compresi, i limiti imposti dal decreto del presidente Giuseppe Conte (nato a Volturara Appula, in provincia di Foggia, un tempo la stessa di Trinitapoli) e dal sindaco Losapio.

Un progetto che servirà ad aiutare il lavoro di sorveglianza delle Forze dell’Ordine ed in particolare della Polizia locale già oberata di lavoro per altro per limitare il diffondersi della pandemia da covid-19 e del virus.

Le stesse sentinelle potranno anche segnalare particolari situazioni di rischio alle autorità preposte per un loro intervento sul posto. Tutto per garantire sicurezza, salute e minor contagi alla popolazione nella città che, come tutte quelli della Puglia, Bari compresa, non sono il lockdown ma dove i cittadini devono rispettare alcune restrizioni.

Perché, ci chiediamo, non lo realizziamo anche qui da noi? Adottarla non costerebbe nulla. A Bari nel 2019 sono state accolte 7.683 richieste per il Redditto di cittadinanza che, lo ricordiamo, impone la disponibilità immediata al lavoro persino a vantaggio della comunità in cui si risiede. La maggior parte di tali domande sarà ripresentata e sarà sicuramente riaccolta e forse la cifra, data la crisi degli ultimi mesi, potrebbe persino essere più alta per il 2020 (c’è tempo sino a fine novembre per la presentazione). Visto che, facendo due conti, si tratta praticamente di un “piccolo esercito” di uomini e donne che ricevono contributi pubblici, perché non li impieghiamo per un servizio di controllo anti-pandemia?

Anna Caiati

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