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Aumentano i ” nuovi poveri”. In tanti in coda alla parrocchia San Sabino

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Cresce l’allarme indigenza in città e a Bari.  La parrocchia San Sabino sta cercando di affrontare quella che sta diventando una vera piaga considerati i numeri in costante salita.

In occasione infatti della IV Giornata Mondiale dei Poveri indetta da Papa Francesco e a seguito delle numerosissime richieste di aiuto da parte di persone singole e di intere famiglie, i volontari hanno pensato di mettere in Chiesa in modo simbolico due cestini per la  raccolta da destinare alla Caritas parrocchiale.

Molti sono stati i fedeli che hanno lasciato i beni di prima necessità che verranno destinati ai più bisognosi.

La parrocchia ha bisogno di alimenti a lunga conservazione come pasta, farina, biscotti, salsa, riso,alimenti per l’infanzia, ma anche  materiale per l’igiene della persona e della casa, mascherine e gel disinfettante.

L’ufficio parrocchiale è disponibile per le donazioni, dal lunedì al sabato dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 17:30 alle 20:00 e la domenica dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 17:30 alle 20:00.

È possibile effettuare donazioni alla parrocchia (attraverso l’iban IT37K0311104007000000021122).

L’invito accorato è stato lanciato vista la lunga fila all’esterno della parrocchia. I volontari, muniti di mascherina e ottemperando alle disposizioni anti covid, distribuiscono i viveri disposti in delle sacche e posizionati in un carrello.

Don Angelo Cassano ha constatato con i suoi occhi che nel giro di poche settimane i poveri sono più che raddoppiati e giungono dal quartiere, dai vicini Maddonnella e Japigia, ma anche da tutta la città. La giornata individuata per la distribuzione è il venerdì, ogni due settimane, giorno in cui vengono consegnati pacchi spesa alle quaranta famiglie seguite dalla parrocchia a cui si sono aggiunte tante altre che hanno perso il lavoro o vivono in difficoltà causa effetti covid. Oltre agli immigrati infatti si sono aggiunte altre fasce sociali, le nuove povertà, gente che non avendo un lavoro stabile, ha attinto ai risparmi di una vita.

Si tratta di persone che lavorano a nero, part-time, che non hanno possibilità di avere garanzie, donne che portano avanti le famiglie.  Alcuni non potendo accedere a cure specialistiche si fanno visitare dai medici volontari del Cuamm. La parrocchia è dotata di una stanza per la prima assistenza e ha  creato una rete della solidarietà, che comprende, con la Caritas parrocchiale, anche cittadini, famiglie, realtà come Avanzi Popolo, che donano i viveri alla parrocchia.

Il parroco ha constatato che rispetto alla prima ondata, le donazioni sono un po’ diminuite in quanto c’è crisi per tutti. Si augura quindi che anche le istituzioni possano fare la loro parte e sostenere le iniziative solidali.

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