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Vettor ristorante, per un’esperienza su più livelli dove è la cultura l’ingrediente principale. Ne parliamo con il fondatore Michele Spinelli

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In qualità di fondatore, ci presenti Vettor, un ristorante certo fuori dal comune per la sua impostazione

“Vettor è un ristorante/galleria d’arte, in questo momento concentrato su asporto e delivery con una proposta originale per poter consumare una cena speciale anche a casa! Basa la propria idea di cucina sulla conoscenza e l’incontro della cultura italiana del sud e quella nipponica. Le connotazioni geografiche si fanno labili per lasciar parlare la tecnica e l’ispirazione che deriva dalle menti creative in cucina”.

Dove si colloca? Ce lo descrivi dal punto di vista degli ambienti

“ Il ristorante nel centro di Bari, vicino al mare, mette in relazione arte e cibo, per un’esperienza su più livelli dove è la cultura l’ingrediente principale. Gli ambienti sono sulle tonalità del rosso e una grande vetrata richiama i portali dei primi del ‘900 tipici del quartiere Umbertino. Il nome Vettor é un omaggio al grande artista di origini baresi Vettor Pisani scomparso nel 2011, un cui disegno è esposto nella sala centrale in permanenza. L’idea è nata dall’incontro del collezionista d’arte Michele Spinelli con lo chef Nicola Ricci”.

E ora quindi presentaci il tuo chef, il suo percorso professionale e la sua idea di cucina.

Lo chef Nicola Ricci, laureato in Economia entra quasi per gioco in una cucina professionale. Sin dall’infanzia viene suggestionato dalla creatività della madre, ligure, nata da genitori siciliani, unisce il suo bagaglio culinario alla cucina pugliese; lei gli trasmette la passione che diventa il filo conduttore delle sue esperienze.É grazie al maestro Diego Shimojo, con cui lavora come apprendista in alcuni ristoranti, che il Sol Levante cattura la sua attenzione.

La tradizione giapponese ben sposa la curiosità per lo stile minimalista che gli dona una profonda cura nella presentazione dei piatti.É la ritualità delle preparazioni,l’ affilatura dei coltelli, l’arte del taglio, la componente decisiva per la sua scelta lavorativa. Forte delle competenze acquisite, Nicola intraprende la strada dello chef a domicilio riscuotendo fin da subito riconoscibilità nell’ambiente, una proposta lavorativa lusinghiera non tarda ad arrivare: diventare il sushiman di “Puro” ristorante specializzato nel crudo giapponese di Polignano a Mare.

Successivamente si vede impegnato al fianco di Rocco Violante patron del ristorante Novecento dal quale apprende nuove tecniche e lavora materie prime del suo territorio. La voglia di esprimere al massimo le esperienze acquisite lo spinge a realizzare un suo nuovo progetto: VETTOR. Da Vettor lo chef si avvale del prezioso aiuto dei suoi due sous chef Diego Alpaca, nato in Peru è ormai pugliese d’ adozione e Giovanni Sgaramella, nato a Bari ma con tante esperienze in blasonati ristoranti internazionali. Ricci fa i conti con l’equilibrio tra ricerca e sapore; fonte di ispirazione per creare attorno alla sua cucina un contenitore che potesse permettere di creare una “casa”.

Soffermiamoci ora sul progetto architettonico perché anche la location ha la sua importanza per il cliente.

Il progetto architettonico é stato affidato all’architetto Simone Esposito, rientrato dopo diverse esperienze internazionali in Puglia. La sala da bagno è interpretata come uno spazio neutro e sospeso nel tempo ed è interessato dalle ceramiche d’artista FACON-FACON, fondato dai francesi Sarah Jerome e Gael Davrinche che mettono la propria esperienza di artisti visivi al servizio del design autoprodotto e funzionale.

Il bar del ristorante ospita ciclicamente opere di grande formato di artisti chiamati ad esporre un lavoro significativo della loro produzione. Il progetto espositivo, curato dal collezionista e già gallerista Michele Spinelli, è fruibile anche dall’esterno e lega lo spazio interno alla città.

Chiamata ad iniziare il progetto è stata Jamie Sneider nata a Boston, cresciuta a New York e ormai pugliese d’adozione; seguita da Francesco Giampetruzzi architetto e designer barese e da Cosimo Terlizzi, regista e artista visivo, che lo scorso solstizio d’estate ha presentato un progetto tra arte e cucina con un focus sulla biodiversità”.

Da Vettor quindi non si gusta solo il cibo, ma si assapora l’arte e  il mangiare diventa una esperienza sensoriale a trecento sessanta gradi da vivere immersi nel “bello” e nel “buono”.

Vettor Ristorante – Via Giuseppe Bozzi, 73, 70121 Bari BA

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