Bariseranews.it – Oltre la notizia

Al Policlinico ripresa la terapia iperimmuni anti-Covid: chi è guarito doni il plasma

1.251 Visite

I donatori di sangue, quelli abituali, non fermano la loro generosità nemmeno durante la pandemia. Sono pienamente consapevoli che il loro gesto serve a salvare vite umane: dai malati di tumore a chi deve sottoporsi d’urgenza ad un intervento a chi ha come unica cura la trasfusione di plasma o piastrine come i talassemici. Sanno, inoltre, di essere ben tutelati da qualunque tipo di virus. Il sangue donato viene infatti sottoposto a tutti i controlli per evitare diffusioni di malattie, persino il test sierologico per il covid-19 è garantito per la sicurezza dei donatori e dei riceventi.

La generosità e l’attenzione dei donatori verso chi soffre è talmente grande che quando hanno saputo, nel Centro trasfusionale del Policlinico di Bari, che sono ripartite le donazioni nello stesso centro barese per la terapia sperimentale di plasma iperimmune hanno scritto uno messaggio che gira sui social, invitando tutti coloro che sono guariti dal Covid-19 a donare il sangue per poter aiutare altri affetti dal virus che sta attanagliando tutto il mondo. Tra le tante fake news, notizie e messaggi falsi, che girano sui social questo appello è vero ed è il seguente: “Anche al Policlinico è possibile donare il plasma prelevato dai pazienti guariti dal Covid 19. Così si ricava plasma iperimmune. Si fa prima il sierologico e se il titolo immunitario lo consente si procede con la donazione. In questo modo si può somministrare ad un ammalato di Covid e dare la possibilità di essere curato e sicuramente salvato. Se qualcuno, guarito dal contagio, fosse interessato a donare il proprio plasma, può contattare direttamente questo numero: 080/5594060 dalle ore 9 alle 13 oppure scrivere una email a medicinatrasfusionale@policlinico.ba.it. Condividete il più possibile!!”.

La terapia è iniziata in Puglia i primi di maggio, su decisione della Regione e del Policlinico-Centro trasfusionale in collaborazione con l’Azienda ospedaliera-Università di Padova. E’ stata poi interrotta durante l’estate poiché l’emergenza si era quasi azzerata del tutto, con l’aumento dei casi, ormai in “esplosione”, e la salita della curva epidemica è stata riavviata la terapia nei maggiori ospedali della Puglia, Policlinico compreso. E’ necessario però che i malati guariti da covid 19 donino il proprio sangue.

Non tutti i donatori, è bene chiarirlo, hanno i requisiti necessari affinché il loro sangue sia destinato alla terapia anti-covid. Il sangue donato deve avere un livello elevato di anticorpi. Per cui trovare donatori “utili” per la terapia iperimmuni risulta più difficile. Da qui l’importanza che i donatori siano più numerosi che mai. Per stabilire che il sangue donato sia adatto, lo stesso deve essere sottoposto a test specifico. Una volta stabilita l’idoneità si ricava il plasma e le immunoglobuline che, nei laboratori dove si effettua la purificazione e l’isolamento degli anticorpi neutralizzanti anti-Sars-CoV-2, saranno conservati in boccette pronti per la trasfusione.

Questo tipo di terapia sarà, a decisione dei medici, effettuata sui malati più gravi e comunque non ancora in terapia intensiva, come prevede il protocollo nazionale. Il plasma iperimmune, già utilizzato per altre emergenze sanitarie come ebola e sars, consente di sviluppare anticorpi per neutralizzare il virus e ridurne la carica virale. Si ricorre a tale cura, che ripetiamo è sperimentale, solo in casi eccezionali. Il vaccino sarà l’unica terapia di prevenzione che sconfiggerà il coronavirus.

Nel frattempo gli studi e la ricerca vanno avanti e si è scoperto che alcuni anticorpi anti-Sars-CoV-2 sembrano più longevi e più persistenti. A dimostrarlo sono stati i ricercatori dell’Istituto Superiore della Sanità (Iss) che, nella provincia di Trento dove è stata registrata la più alta incidenza di casi covid-19 nella prima fase, hanno scoperto che, a distanza di 4 mesi, il 40% dei pazienti guariti e risultati sieronegativi ha sviluppato anticorpi diretti contro la proteina “spike” del coronavirus, quella che rende il virus più contagioso. Di questo 40%, una percentuale molto alta (oltre il 75%) risulta ancora sieropositivo ma nello stesso tempo, ha anticorpi, protettivi nei confronti dell’infezione, e che gli stessi sono in grado di neutralizzare l’ingresso del virus.

Dunque donate il sangue, sia che siate stati contagiati dal covid-19 e siate guariti sia che siate sani. Donare sangue salva vite umane, sempre.

Anna Caiati

Promo