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Covid, il prof. Angarano torna in servizio : “Dopo Natale possibile peggioramento”

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Dopo 44 anni al servizio dei suoi pazienti, in una carriera che lo ha portato ad essere anche direttore di Malattie infettive al Policlinico di Bari, oltre che apprezzato docente universitario, il prof. Gioacchino Angarano ha scelto di tornare al lavoro, nonostante la pensione, assumendo il gravoso incarico di coordinare la riconversione del nosocomio del San Paolo in ospedale Covid. Per lui, una sfida professionale di rilievo: “Il mio lavoro è creare un percorso virtuoso che consenta ai pazienti di passare da un reparto all’altro con facilità, sia nell’interesse nei degenti sia della struttura, che deve riuscire ad avere il maggior numero possibile di posti letto disponibili. Sto cercando di organizzare, inoltre, una forma di raccolta dati, anche telefonica, in modo da aiutare i medici di famiglia, che non sempre riescono a gestire agevolmente i casi di chi ha contratto il Coronavirus ed è in isolamento domiciliare. Il recente accordo tra la Regione, medici generici e pediatri è un passo importante per consentire la collaborazione di tutte le componenti del mondo sanitario in una situazione di emergenza.”

Interrogato sulla situazione del presidio sanitario di via Caposcardicchio, il professore tranquillizza: “I posti letto ci sono, anche se non sono molti. Comunque c’è un’organizzazione che lavora alacremente. Una prima selezione, sulla base della gravità del caso, viene effettuata in Pronto soccorso. Di lì, i pazienti vengono avviati in Rianimazione o in terapia semi-intensiva, se in condizioni gravi, oppure nelle aree di post-acuzie, per tutti coloro i quali per una serie di motivi non possono rientrare nelle loro abitazioni, perché non ancora guariti. Su questo piano, una delle possibilità è quella dei Covid-hotels, in caso di difficoltà delle strutture sanitarie, in termini di accoglienza di nuovi degenti.”

L’allerta, comunque, resta: “Stiamo cercando, attraverso la cooperazione di tutti, di gestire al meglio il momento. Questa ondata, comunque, è peggiore della prima. Sul piano geografico, è coinvolta in maniera uniforme tutta l’Italia. E temo una recrudescenza, dopo Natale. Perciò le misure di contenimento sono necessarie. Il monitoraggio della situazione deve restare costante.”

Una soluzione definitiva della problematica Covid, insomma, sembra ancora lontana: “ I vaccini dei quali si parla sono ancora in fase di test, non si può autorizzarne la somministrazione prima di aver concluso tutto l’iter necessario, ci vorrà tempo. Comunque, secondo i dati al momento disponibili, sono possibili casi di reinfezione, con virus un po’ diversi, ma senza l’insorgenza di patologie gravi. L’arrivo dell’influenza stagionale potrebbe complicare il quadro, ma le misure di contenimento prese limiteranno anche la circolazione del virus influenzale. Le categorie a rischio, comunque, devono vaccinarsi.”

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