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Condividere speranze e paure tra detenuti e chi resta a casa per il Covid. Arriva il progetto “Spazi aperti”

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Si chiama “Spazi aperti”, uno spazio virtuale di comunicazione tra chi è detenuto in carcere e chi non può uscire di casa a causa dell’emergenza Covid. L’iniziativa, inserita nella notte europea dei ricercatori promossa da tutte le università italiane, ha ottenuto l’adesione dell’Ateneo e del Politecnico baresi. Si tratta di condividere pensieri, speranze, paure, esperienze, ricordi, brani di letteratura, poesie, per poter continuare a essere presenti nonostante le limitazioni. Lo spazio, la bacheca virtuale, creata su piattaforma telematica, favorirà le modalità di incontro attraverso l’invio di scritti, contributi, vari,  disegni, foto, ad un indirizzo di posta elettronica messo a disposizione dalla direzione della casa circondariale di Bari: areatrattamentale.cc.bari@giustizia.it.

L’invito è per ora rivolto a docenti, personale amministrativo e studenti del Dipartimento Forpsicom Uniba. I funzionari giuridici-pedagogici, stampano quanto pervenuto, lo affiggono alla bacheca della prima sezione, o lo distribuiscono ai detenuti della stessa sezione, i quali in gran parte hanno partecipato alla esperienza dei seminari di studio che l’Università ha tenuto prima del lockdown.  I detenuti interagiscono affidando ai funzionari giuridici-pedagogici,  le loro risposte che verranno quindi trasmesse e riprodotte nello spazio virtuale.

Bastano davvero poche righe, un disegno, una poesia, un brano, uno scritto, un pensiero,  per far sapere a chi e detenuto che si e pensato a lui e forse comprendere meglio cosa voglia dire essere privati della liberta, con uno sguardo diverso che coniughi giustizia, solidarietà, comprensione umana, senso di appartenenza.

Dopo un periodo di sperimentazione, il progetto si potrebbe, estendere a tutta la comunità Universitaria Uniba e Poliba,  e anche ad altre strutture penitenziarie della Regione Puglia.

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