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Napoli si risveglia

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Nel giro di un mese Napoli è scesa in strada in modo massiccio e unanime per ben due volte. La prima volta ha dato una sveglia al governo (che aveva dimenticato di ristorare i ristoratori) e alle moltitudini di tutta Italia ed Europa evidentemente stanchi della modalità con cui si è fronteggiata l’epidemia. La promessa governativa (parzialmente e tardivamente mantenuta) di pochi spiccioli ha fermato quelle manifestazioni. La seconda volta lo ha fatto per omaggiare il suo idolo Maradona. Nulla ha fermato o rallentato questa seconda ondata. La politica ha cercato di temperare il temperabile dichiarando il lutto cittadino o cambiando nome allo stadio, ma la gente se ne è andata per conto suo dando liberamente sfogo al proprio dolore e affetto per il divo scomparso. Nulla li ferma e la politica spera solo in una fine delle manifestazioni per stanchezza, per esaurimento naturale. Come per incanto mascherine e distanziamento sono svanite e nessuno si sogna di rievocarle; moriranno di covid tutti i fan di Diego? Siamo a Napoli, in terra di miracoli e quindi è probabile che la pandemia con tutti gli annessi e connessi perderà la minacciosa immagine che ha.In ogni caso si assiste in questi giorni, in modo imprevedibile, quasi miracoloso (di nuovo!) ad una prova di forza e un risveglio di identità e dignità (che sono due facce della stessa medaglia) che dalle quattro giornate di Napoli se ne era persa ogni traccia. Ma come meglio rendere omaggio a colui che ha voluto portare il Napoli sul tetto calcistico d’Italia? Si sa, le popolazioni più povere del mondo trovano nel calcio quel riscatto che non hanno trovato in altri campi e così anche Napoli da decenni è costretta a subire leggi altrui fatte con altrui criteri (quasi fosse terra occupata militarmente da forze nemiche), e attende pazientemente che le cose cambino intrattenendosi con il calcio. Poi, visto che siamo in terra di miracoli, è arrivato uno dall’Argentina che diviene un napoletano a tutti gli effetti e ti fa credere che quel riscatto sia proprio arrivato. Il riscatto calcistico però non è tutto quello che serve e quindi forse è il tempo di provare a meritare il dono che ha fatto a Napoli il Pibe de oro proprio mostrando di fare in economia la stessa cosa che ha fatto lui nel calcio: ribaltare completamente il destino avverso che subisce tutto il sud e andare sul tetto d’Italia economico e politico senza l’aiuto di nessuno se non delle nostre braccia e menti. Certo è che se quando depositi i tuoi risparmi in una banca che si chiama Banco di Napoli quei soldi volano a sostenere l’economia dei tuoi concorrenti,… sarà ben difficile che cambi qualcosa… ma se si smette di barare, e le regole tornano ad essere uguali per tutti ..se cioè ricominciamo a rispettare la proprietà e il merito… beh si scoprirà che i migliori siamo noi!! Basta farsi sentire e i napoletani in questi giorni hanno dimostrato di essere una forza della natura! Qualunque politico nostrano darebbe la madre per avere ai propri comizi un decimo delle persone accorse in strada in questi giorni. Ai napoletani chiediamo: vi siete accorti della forza che avete?

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