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Il contagio…..ma siamo sicuri di quello che facciamo?

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Dall’analisi delle curve del contagio si verifica che gli andamenti di talune di queste curve prima e dopo l’estate sono molto simili (decessi, ricoverati in terapia intensiva,).. anche se nei due periodi – primaverile ed autunnale- abbiamo avuto obblighi sociali molto diversi. Quindi dobbiamo pensare che la chiusura totale di aprile è stata una esagerazione? O che adesso siamo troppo timidi nel contrastare il contagio? Oppure ancora che entrambi gli approcci sono errati e quindi si doveva e si dovrà fare altro? Fra non molto vedremo: se i contagi dovessero ridursi come tutti auspichiamo vorrà dire che si è sbagliato allora perchè non serviva tenere tutti in casa; al contrario se il contagio sale vorrà dire che abbiamo sbagliato adesso a tenere le redini allentate. Certo è che sono stati fatti degli errori e con la salute non si scherza specie se le precauzioni imposte coinvolgono così pesantemente l’economia. Anche le terapie, pur esistenti ed in via di perfezionamento continuo, vengono applicate timidamente, quasi con scetticismo.

Peraltro se si confonde l’andamento della curva con le doverose cure o, ancor peggio, si pensa che il vaccino -che è un fatto preventivo- possa essere la soluzione di tutti i mali vuole proprio dire che coloro che sono stati colpiti non sono in mani sicure.

Se poi a seconda ondata esaurita si dovesse manifestare dopo alcuni mesi una terza fase, vorrà dire che le misure di contenimento -sia le prime come le seconde- saranno servite solo a diluire nel tempo il contagio che finirà solo quando avrà esaurito la propria forza diffusiva. Certo è che la terza fase sarà il colpo di grazia per la parte residua dell’economia e quindi converrebbe pensare adesso alle misure necessarie all’immediato rilancio dell’economia che certamente non potrà essere salvata con ristori o dall’ennesima iniezione di danari stampati dalla Banca Centrale e, tanto meno, se questi soldi dovranno essere restituiti anche se solo fra cento anni!

La politica non è quella cosa che accorre a riparare i danni fatti, ma quell’altra che li previene ed evita! Credo che purtroppo questa elementare verità sia sconosciuta agli occupanti del Palazzi e quindi avremo la “tempesta perfetta” cioè la collusione di eventi imprevedibili, l’incapacità di governarli anche solo a posteriori e infine la incapacità di prevenirne gli effetti più nefasti.

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