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Hiv, a Bari nel 2019 quasi il 20% delle diagnosi in Puglia

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Nel 2019 in Puglia sono state 162 le nuove diagnosi di Hiv/Aids registrate dal sistema di sorveglianza regionale, quasi un caso ogni 48 ore. Sono i dati che emergono dal rapporto dell’Osservatorio epidemiologico regionale, curato dalla professoressa Maria Chironna, infettivologa del Policlinico di Bari, diramato in occasione della giornata mondiale contro l’Aids, che ogni anno si celebra il 1 dicembre.

Dei 162 test risultati positivi al virus Hiv, 159 sono relativi a residenti e 3 a non residenti in Puglia. Il 21,6 % dei casi è stato registrato nel centro specializzato di Lecce (35), il 19,8 % dal Policlinico di Bari (32) e il 19,1% dal centro di Taranto (31). Sono meno di 10 quelle segnalate dal centro di specializzato di Triggiano.

Dal 2007 al 2009 sono state segnalate complessivamente 2164 nuove diagnosi/infezione da HIV (2048 residenti e 116 non residenti) con una media di 167 casi all’anno. Gli ultimi dati, quindi, parlano di una lieve ma importante diminuzione dei casi: «In Puglia, come in Italia, si osserva una riduzione delle nuove diagnosi e ciò grazie alle terapie altamente efficaci che azzerano la carica virale nei soggetti infetti – osserva la professoressa Chironna. Questi soggetti, se effettuano la terapia, non sono più in grado di contagiare altre persone. L’infezione si trasmette quasi esclusivamente per via sessuale e riguarda soprattutto maschi al di sotto dei 30 anni. Rilevante la quota di maschi che contrae l’infezione attraverso rapporti sessuali con altri maschi (Msm)».

Se le diagnosi fanno registrare un decremento dei casi, ancora ritardi si osservano nei controlli: «Rimane ancora, purtroppo, alta la percentuale di persone che scopre tardi di aver contratto l’infezione e che non accede tempestivamente alle terapie continuando ad alimentare la circolazione del virus – evidenzia ancora Chironna. È fondamentale continuare a promuovere una capillare e corretta informazione sull’Hiv così come garantire il testing, gratuitamente e tempestivamente, per scoprire l’infezione presso tutti i centri preposti della regione Puglia».

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