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Nell’Istituto Oncologico si effettuano esami all’avanguardia per tumori alla mammella, ma in pochi lo sanno

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L’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico quale è l’Irccs Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari può vantare non solo successi di guarigioni, cure all’avanguardia e sperimentali, risultati di ricerca importanti nel campo di diversi tipi di tumore, ma pure una serie di esami diagnostici mirati, tecnologici e specialistici effettuati solo qui. Caratteristiche, insieme al personale altamente qualificato oltre che sempre disponibile per i pazienti, che rendono l’Oncologico barese un punto di riferimento non solo regionale.

Insieme con gli esami di prevenzione di primo livello quali la mammografia e l’ecografia mammaria (previsti anche in altri ambulatori ed ospedali di tutta la Puglia), si effettuano anche gli esami diagnostici di secondo e terzo livello. Si tratta di biopsie e aghi aspirati da eseguire con varie tecniche, a seconda dei casi, necessari per approfondire la natura di un tumore prima di un eventuale intervento chirurgico. Analisi mirate che potrebbero scongiurare o non evitare l’asportazione di una mammella o delle ghiandole mammarie o persino dei linfonodi ascellari. Tutto a vantaggio delle pazienti che si trovano a vivere un calvario non facile e che almeno possono contare su servizi non lontani da casa.

Tra gli esami diagnostici “speciali”, da pochi anni all’Irccs Tumori di Bari, c’è la biopsia mammaria in Risonanza magnetica. La struttura ospedaliera è l’unica in tutta la Puglia ad effettuarla grazie alla presenza del dottor Daniele La Forgia, laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Bari e specializzato in Radiodiagnostica all’Università di Genova, tra l’altro premiato di recente con “Laudato medico 2020 – Umberto Veronesi”. All’Istituto “Giovanni Paolo II” il dottor La Forgia è arrivato nel 2015 dopo anni di esperienza nell’ospedale San Paolo sempre di Bari.

Grazie alla sua specializzazione da subito si è distinto per professionalità e umanità. Tanto da essere l’unico specializzato, in Puglia, in questa tecnica diagnostica e che ancora in pochi sanno che si effettua anche a Bari. Sono infatti troppe le donne pugliesi che si rivolgono ad istituti fuori regione a loro spese o a spese della Sanità locale. Ed invece nel 2016 l’Istituto tumori partecipa ad un progetto di ricerca sulla mammella finanziato dal Ministero della Salute. Si tratta della Vabb Rm guidata ed è un esame di approfondimento senologico complesso per caratterizzare lesioni, noduli o micro-calcificazioni talmente piccoli da non essere visibili con altre procedure diagnostiche.

«Sono esami di terzo livello, molto selezionati per cui se ne fanno pochi – riferisce il dottor La Forgia – Oggi a Bari all’Istituto tumori arrivano da ogni parte della Puglia. Sino al 2017 non c’era nessuno capace di farlo. Nel 2016 con un progetto sperimentale di cui ero coordinatore, e a costo zero per la Sanità pugliese, abbiamo potuto istruire e formare il personale ed eseguire le prime dieci procedure. Dopodiché la procedura da sperimentale è stata clinicizzata ed è tutt’ora a disposizione delle pazienti della Puglia».

L’esame che ha necessità di un sistema elettronico computerizzato, consente di evitare la biopsia chirurgica e di poter far agire lo specialista in maniera mini invasiva con l’utilizzo di anestesia locale, tutto si svolge in una seduta ambulatoriale, senza cicatrici e senza ricovero. Ma cosa più importante è che durante questo intervento si inserisce nella mammella una clip metallica amagnetica che consente di monitorare la zona nei successivi controlli e/o di centrare con esattezza la lesione da asportare durante l’eventuale intervento chirurgico. La paziente ne guadagna sia dal punto di vista psicologico che estetico poiché non rimarrà alcun segno.

Ci sono però numerosi altri esami diagnostici e di approfondimento da eseguire, come gli esami di prevenzione quali sono le mammografie e le ecografie alla mammella di screening, tutti gli approfondimenti bioptici per noduli sospetti e quindi biopsie ecoguidate e stereotassiche (quando si sospettano lesioni per micro-calcificazioni), trucut (o ago tracciante), mammotome ovvero l’agobiopsia controllata dal computer che è una biopsia stereotassica, Cesm (mammografia spettrale a contrasto) per evidenziare i vasi sanguigni in prossimità del tumore e persino la Fusion per la biopsia per fusione tecnica che permette di ricostruire con precisione la localizzazione e il volume del tumore, consiste in una fusione di immagini scaturite da risonanza magnetica ed ecografia..

In questa quantità di esami diagnostici di tre diversi livelli, bisogna poi inserire, quando capita, le biopsie Rm guidate che richiedono uno spazio dedicato e circa un’ora. Per cui accade che «possiamo eseguirne una ogni 3-4 mesi mentre a mio parere dovremmo organizzarci per almeno uno al mese – aggiunge il dottor La Forgia – Il numero esiguo è dovuto al fatto che si tratta di un servizio per approfondimenti molto complessi. Sono procedure che richiedono un ambiente di Risonanza magnetica per cui serve uno spazio di una certa grandezza in quanto più complessi di altri esami e sono di precisione per la centratura che deve essere di un certo tipo. Inoltre sono coinvolte più persone che devono seguire la paziente per tutta la procedura dell’esame».

Insomma l’innovazione tecnologica messa a disposizione delle pazienti c’è, così come ci sono le competenze, ma manca ancora qualcosa: uno spazio dedicato. Anche perché si tratta di un approfondimento che potrebbe scongiurare, insieme con altri, un intervento chirurgico più invasivo o che comunque può essere d’aiuto al chirurgo durante l’intervento. Allo stesso tempo potrebbero giungere altre pazienti da regioni confinanti per sottoporsi a questo esame, a beneficio pure delle casse della Sanità pugliese.

Anna Caiati

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