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Quando lo shopping batte il Covid

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Un’ immagine vale più di mille parole. La fotografia è stata scattata un’ paio d’ore fa, prima della chiusura dei negozi, in via Sparano. C’è la solita folla oceanica, impegnata negli acquisti delle feste natalizie. Un pellegrinaggio laico di negozio in negozio. Una babele di dialetti: da quello salentino, a quello dell’hinterland barese.  La gente si muove. Siamo una società liquida, dicono gli esperti. Come l’acqua, sfuggente, difficile da contenere. Stesse scene nelle vie tradizionali dello shopping: corso Cavour,  via Melo, via Argiro.

C’è ancora il Covid? Sembrerebbe di no, a giudicare dal numero di persone per strada. Tutti in giro come in una normale giornata di dicembre. Tantissimi indossano la mascherina di protezione, ma c’è anche chi – ancora oggi – ignora gli inviti e gli appelli alla cautela. E non si tratta solo di giovanissimi.

Evidentemente il passaggio colorato, da zona arancione a zona gialla, è stato interpretato come un “liberi tutti”, agevolato anche dall’apertura dei negozi, una specie di specchietto per le allodole, un richiamo a cui è difficile resistere.  Se le attività commerciali funzionano è inutile appellarsi al senso di responsabilità. Il presidente dell’Ordine dei medici, Filippo Anelli, si sgola sul web. Inutilmente: “Continuiamo a credere che l’unico sistema per accelerare un decremento dei contagi sia quello di adottare misure restrittive. Un breve periodo di sacrificio per poi ridare fiato alle attività commerciali e produttive e soprattutto al servizio sanitario per assicurare cure idonee a tutti, malati di Covid 19 e soprattutto quelli in maggioranza non Covid”. Inascoltato, ignorato.

In piazza Ferrarese l’albero di Natale illuminato fa il pienone. In via Venezia tutti in coda, si procede lentamente. E’ l’effetto folla. I controlli? Inesistenti, nel cuore dello shopping. Verrebbe da aggiungere: meglio così. Perché provare ad esercitare una qualsiasi forma di controllo su questa marea umana in movimento, equivale a innescare quella bomba ad orologeria che si chiama tensione sociale.   

Eppure gli ultimi dati disponibili del Comune di Bari sulla pandemia, ci raccontano di oltre 7mila persone in isolamento, di 3mila positivi. Quelli giornalieri diffusi dal bollettino della Regione registrano, nel Barese 215 positivi e 8 decessi.

Che San Nicola ci protegga il più a lungo possibile.    

Nani Campione

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