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Caserme verdi: la “Briscese” punta su efficienza, funzionalità, sostenibilità e vivibilità

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Efficienza, funzionalità, sostenibilità e vivibilità. Sono le quattro parole chiave del progetto “Caserme verdi” che mira a recuperare una serie di infrastrutture segnate dal tempo. L’obiettivo è ripensarle e renderle al passo con i tempi perché il benessere dei “cittadini con le stellette” – attraverso l’istituzione di asili, impianti sportivi e spazi per il tempo libero – è una componente ormai strategica.

Ventisei le caserme in tutta Italia individuate, a Bari toccherà alla “Briscese”, sede del 10 Reggimento logistico, il cuore pulsante di gran parte delle missioni all’estero dell’Esercito italiano. Poi in Puglia toccherà alla “Sernia Pedone”di Foggia, alla “Nacci” e alla “Floriani” di Lecce.

L’argomento è stato affrontato a livello istituzionale con una video conferenza alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il capo di Stato maggiore dell’Esercito, generale Salvatore Farina, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, la presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone, Davide Galatino, membro della IV commissione Difesa della Camera, il comandante della Brigata meccanizzata “Pinerolo”, generale Giovanni Gagliano, il comandante militare Esercito “Puglia”, colonnello Donato Ninivaggi, il sindaco di Bari e presidente dell’associazione nazionale Comuni italiani (Anci), Antonio Decaro, e l’assessore ai Lavori pubblici e alle Infrastrutture Giuseppe Galasso. Inoltre sono intervenuti dalle loro sedi il rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino, e il prorettore vicario, Loredana Ficarelli. In collegamento da Lecce hanno partecipato il sindaco del capoluogo salentino, Carlo Salvemini, il rettore dell’Università del Salento, Fabio Pollice, il comandante della scuola di Cavalleria, generale Claudio Dei. Da Foggia, hanno preso parte alla conferenza il comandante del 21° Reggimento artiglieria “Trieste”, colonnello Andrea Gallieni e il sindaco, Franco Landella.

Il generale Farina ha ricordato che il progetto “Caserme verdi” è nato circa due anni fa e rientra nelle priorità della forza armata, in quanto lo sviluppo dell’area infrastrutturale dell’Esercito contribuisce, oltre che al benessere del personale, anche all’operatività stessa dei reparti militari. “Lo stato delle nostre infrastrutture non era, e non è ancora, adeguato a quelli che sono gli standard moderni. Alcune caserme sono state costruite un secolo fa, mentre quasi tutte hanno più di cinquant’anni. Per questo motivo abbiamo voluto avviare, iniziando da 28 basi dislocate in tutta Italia, il progetto Caserme verdi con il quale ci siamo posti l’obiettivo di ammodernare le nostre infrastrutture, renderle più rispettose dell’ambiente ed efficaci dal punto di vista energetico, fare in modo che possano ospitare sia i soldati che le loro famiglie, costruire nelle adiacenze impianti sportivi e strutture ricreative e sanitarie, fruibili anche da parte della cittadinanza.” Il capo di Sme ha menzionato, tra i tanti, l’esempio di Camp Derby (vicino Pisa), struttura destinata a ospitare i reparti speciali dell’Esercito (in particolare il 9° Reggimento d’assalto “Col Moschin”), dove sono già state installate tutte le principali componenti logistiche e ricreative (dalle palestre agli asili). Un altro esempio recente si inquadra nella regione siciliana, a Palermo, dove è stata costruita “Città Esercito”, comprendente impianti sportivi e strutture di fisioterapia destinati alla collettività e costruiti in sinergia con il Comune e con l’Università di Palermo. Parlando, nello specifico, della Regione Puglia, il generale Farina ha detto che “l’Esercito, polo di tecnologia ed innovazione, anche qui avvierà un processo di trasformazione e di digitalizzazione delle strutture presenti nelle principali sedi di Foggia, Bari e Lecce. La realizzazione di queste opere non sarà merito del capo di Stato maggiore dell’Esercito o dei capi progettisti, ma dovrà essere il frutto di un lavoro di squadra tra la forza armata, gli enti locali, le Università e tutti coloro che possono contribuire sia con le idee che con strumenti finanziari”.



Il presidente Emiliano ha evidenziato il fortissimo legame tra Esercito e istituzioni regionali, ricordando di aver toccato con mano il lavoro svolto dai militari, in Italia, impegnati nell’operazione “Strade sicure” per il controllo del territorio e, di recente, nell’operazione “Igea” per il contrasto alla pandemia Covid 19, nonché nei vari teatri operativi dove, personalmente, si è recato. “Il progetto “Caserme verdi” rafforza l’interazione tra l’Esercito, le istituzioni e la società civile, in un gioco di squadra che dà forza e speranza al nostro popolo”.

“Quello presentato è un progetto ambizioso e lungimirante, che parte dalla riconversione funzionale di 28 grandi complessi di edilizia militare, risalenti in media alla metà del secolo scorso, per proiettarli nel futuro partendo da alcuni principi chiave di efficienza e sostenibilità e dal dato fondamentale di una necessaria apertura di questi immensi spazi agli usi civili”, ha dichiarato il sindaco di Bari, evidenziando come il programma rappresenti un atto dovuto agli uomini e alle donne dell’Esercito che meritano luoghi di lavori sicuri, salubri e adeguati ai nuovi obiettivi della politica nazionale.

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