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Nuova stretta bancaria

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In applicazione di norme interne al sistema delle banche dal primo gennaio verrà introdotta una ulteriore stretta sulla gestione degli sforamenti nei conti correnti. Basterà che per poche settimane vai in rosso anche di cento euro e sarai targato come cattivo pagatore e quindi radiato o quasi dal sistema delle banche. Si introduce questa restrizione quasi sussurrandola anche perchè la si conosceva da anni e in tutto questo tempo nessun Parlamento ha trovato il tempo per farsi qualche domanda. Oggi al G30 il già Presidente Draghi sotto la cui presidenza è stata introdotta questa misura ha dichiarato che le Pmi sono sull’orlo del baratro e le Istituzioni pubbliche devono intervenire immediatamente per evitare la catastrofe. Come mai, sapendo della nuova stretta, non ha fermato questa ulteriore rigidità? Come mai oggi non la evoca e la critica? È diventato anche lui un politico populista? Questa misura è poi così decisiva per il malmesso bilancio delle banche? Non si sa!
È evidente che in tempi di covid e di restrizioni alla libertà di movimento che sono state introdotte in una economia che già per conto suo correva verso il collasso, quanto meno le Istituzioni pubbliche avrebbero dovuto abolire il divieto di trasferibilità degli assegni (che è di per se una misura illegittima) per favorire maggiore liquidità al sistema; e invece nessun partito politico, nessuna associazione di categoria, nessun economista, nessuna associazione di consumatori ha mai detto anche solo per un attimo una cosa così elementare e si consente la introduzione di una ulteriore stretta; così abbiamo che le cambiali sono trasferibili mentre gli assegni no e adesso si impongono ulteriori restrizioni prive di senso. Tutte queste teutoniche rigidità (sono parecchie) trasformano il rapporto con le banche già illecitamente sbilanciato a favore di queste ultime, in un incubo nel quale il cittadino consumatore o lavoratore autonomo cerca di non entrare o di uscirne al più presto semplicemente per non subire umilianti vessazioni peraltro inutili. La banche -private della loro clientela che paga interessi- cercano così di rifarsi con commissioni e imbroglietti vari sempre nel più completo silenzio. Laddove solo la ripresa dell’economia può togliere le castagne dal fuoco di tutti.
Ma le banche svolgono anche un ruolo sociale o no? E questo non è argomento che interessa le Istituzioni pubbliche? Come si può permettere che si vada in una direzione così apertamente contraria agli intendimenti professati dalla politica di allargamento del credito e di aiuto alle Pmi? Oppure questi intendimenti della politica sono solo chiacchiere di dilettanti allo sbaraglio?
Bari, 15.12.2020                              Canio Trione

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