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Un barese stuntman a Mirabilandia: “Noi, categoria dimenticata dal governo”

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Un momento molto difficile, per tutti i lavoratori del settore del divertimento e del relativo indotto. Attualmente, tutto il comparto è fermo, da ottobre, a causa del Covid. E poche sono state le provvidenze previste a favore della categoria.

Abbiamo affrontato l’argomento con Simone De Marinis, di professione stuntman, al quale è scaduto il contratto lo scorso novembre, non rinnovato per ovvie ragioni: “Lavoravo a Mirabilandia e la mia ragazza era impiegata in un bar, nel parco faunistico attiguo. Purtroppo, con la crisi dovuta alla pandemia il mio settore è stato completamente dimenticato. Noi, a livello lavorativo, risultiamo come stagionali, e questo non ci aiuta. Ho ricevuto solo i famosi 600 euro dall’Inps, a marzo e ad aprile. Ma tante attività adesso chiuse, per causa di forza maggiore, non riapriranno più, quando tutto questo finirà. Cerco un’alternativa, al momento, sarei disposto anche a fare il corriere. Anche se il mio sogno rimane, un giorno non lontano, quello di aprire una scuola guida.”

Il  trentaseienne barese, rientrato a casa, è stato coinvolto in un incidente stradale il 17 novembre. Le conseguenze del sinistro hanno ridotto la sua auto come si vede nelle foto.

Il ragazzo racconta: “Ero in auto con la mia fidanzata, ad Acquaviva, nei pressi del cimitero. Nel bel mezzo della sede stradale, c’era un materasso e, per evitarlo, ho dovuto sterzare verso il guardrail che suddivide la carreggiata mentre arrivava un’ auto che procedeva in senso contrario. La mia Bmw si è impennata sullo spartitraffico, e sono esplosi gli airbag. Per fortuna, sono riuscito a mantenere il controllo della vettura ed a parcheggiarla nella pista ciclabile che correva parallela alla strada, impattando contro il marciapiede. Ho riportato lo schiacciamento di due vertebre, e lei dovrà portare il collare ortopedico ancora per qualche giorno. Ma mi sono rivolto ad un avvocato, perché la via non era illuminata, e ciò è dipeso da un’ordinanza del Comune di Acquaviva delle Fonti. L’ambulanza è arrivata dopo una mezz’ora. Lo stesso le forze dell’ordine. Mi hanno detto solo che, con qualcun altro alla guida, sarebbe stata una tragedia. Grazie al lavoro che faccio, posso raccontare anche questa esperienza.”

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