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Il Covid non ferma la solidarietà, le iniziative di InConTra

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Sarà un Natale diverso, questo lo sappiamo. Niente pranzi e cenoni con amici e parenti, stop ai veglioni e agli aperitivi; spazio solo alla dimensione domestica – e forse più autentica – delle feste, con pochissime persone scelte. Il Covid ha stravolto tutte le nostre tradizioni, scompaginando le carte delle nostre esistenze, ma non ha intaccato il senso di solidarietà che anima la comunità barese, e in alcuni casi l’ha addirittura rafforzato. E anche l’associazione InConTra, tra le più attive della rete welfare comunale, ha dovuto rivedere i suoi programmi classici, riprogrammando le iniziative a sostegno dei senza fissa dimora e delle famiglie in difficoltà del territorio.

«Questa sera, 23 dicembre, saremo operativi con la normale unità di strada – spiega Michele Tataranni, presidente di InConTra. I responsabili di “Campagneros”, l’orto sociale a Mungivacca, stanno producendo nel loro forno sociale pane, focaccia e zuppe che distribuiremo ai senza fissa dimora con l’unità di strada». I prodotti sono realizzati grazie alle materie prime donate da alcuni soggetti commerciali della città.

E l’iniziativa verrà replicata, e ampliata, anche nei prossimi giorni: «Domani sera, in occasione della vigilia, dalle 19 alle 20:30, porteremo ai senza fissa dimora pane, focacce, zuppe e le scatole di Natale donate dai cittadini. L’iniziativa che riproporremo il 30 dicembre. Così facendo porteremo ai nostri amici senza dimora gli auguri della città», prosegue Tataranni.

Saltano, per ovvie ragioni contingenti, gli appuntamenti con la cena e il pranzo “degli abbracci”, i momenti solidali per 13 anni organizzati da InConTra a cavallo del capodanno. Una tradizione che, però, non andrà persa, ma solo modificata: «Quest’anno faremo il cenone e il pranzo “degli sguardi” – annuncia Tataranni. In piazza Balenzano, a Madonnella, distribuiremo ai nostri amici senza dimora un regalo con le scatole di Natale e un nostro kit personale. Il pranzo e la cena saranno veloci, a portar via. Manterremo comunque viva la nostra tradizione, restando negli orari consentiti».

E per l’Epifania? «Ai bambini delle famiglie che assistiamo distribuiremo giocattoli nello spazio del bosco sociale che stiamo allestendo al San Paolo», conclude Tataranni.

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