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Il pasticcio della nuova norma europea sugli scoperti di conto corrente

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La Banca d’Italia tranquillizza i correntisti italiani spaventati dalla nuova regolamentazione introdotta dall’Autorita’ Bancaria Europea (Eba) in materia di scoperti di conto corrente. Dal primo gennaio 2021 un semplice scoperto di conto corrente, anche di poche centinaia di euro, rischia di far finire persone fisiche e aziende fra i cosiddetti “cattivi pagatori”. La norma e’ stata adottata dall’Aeb in seguito alle gravi sofferenze che affliggono il sistema bancario europeo soprattutto in questo periodo di grave crisi a causa del covid. Nell’imminenza dell’entrata in vigore del provvedimento l’associazione dei consumatori “Consumerismo”, tutte le associazioni datoriali (Confindustria, Confimi, ecc) e le banche italiane aderenti all’Abi hanno chiesto alle autorita’ europee e al Governo italiano di intervenire su questo tema per evitare le gravissime conseguenze socio economiche che comporta. In sostanza è sufficiente un piccolo sconfinamento sul conto corrente su cui un utente paga le bollette e automaticamente tutti i finanziamenti vengono contagiati e segnalati sulle centrali rischi. Questo comporterà conseguenze pesantissime sul fronte del credito, con l’impossibilità di chiedere prestiti, mutui e finanziamenti per chi si è trovato momentaneamente con il conto corrente in rosso. Ma, come dicevamo la Banca d’Italia e’ intervenuta precisando che  “la nuova definizione di default non introduce un divieto a consentire sconfinamenti: come già ora, le banche, nel rispetto delle proprie policy, possono consentire ai clienti utilizzi del conto che comportino uno sconfinamento oltre la disponibilità presente sul conto ovvero, in caso di affidamento, oltre il limite di fido”. L’interpretazione della Banca d’Italia lungi dal rimuovere il problema, anche perche’ di competenza europea, sembra un modo come un altro per calmare gli animi in attesa di una definitiva composizione della questione. Resta un inquietante interrogativo: il provvedimento dell’autorita’ europea e’ noto da almeno un anno agli addetti ai lavori, ergo: e’ mai possibile che se ne debba parlare il 28 dicembre a quattro giorni dall’entrata in vigore della nuova normativa? E senza neanche risolvere il problema che potrebbe avere riflessi drammatici su famiglie e aziende? Da chi siamo governati?

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