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Una campana ricca di simboli come bomboniera di nozze alla famiglia dell’Oncologico

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Il cognome è unico in Italia come è unica la persona che lo porta. Roberto Befo, 47 anni, di origine molfettese, si è reso protagonista, con la moglie Nicla, di un piccolo grande gesto di solidarietà e amore per il prossimo. Un gesto che i due protagonisti di una storia per molti dal “sapore” natalizio, ma che ha molto di più nel suo profondo, avrebbero voluto restasse tra le mura dell’Ospedale San Paolo a Bari, nel reparto di Oncologia, perché loro non amano il protagonismo. Così non è stato perché l’idea unica  di questo piccolo dono è piaciuta e piace a molti.

Hanno regalato una piccola campana affinché, come avviene in America, del Nord e del Sud, venga suonata da chiunque raggiunga un percorso particolare come quello di una guarigione che ha consentito di superare un ostacolo importante come può esserlo un tumore. Ma dietro quel gesto c’è una storia ricca di particolari.

Roberto e Nicla si sono conosciuti poco più di un anno fa grazie alla passione per le moto, le Harley Davidson in particolare, e si sono innamorati. Si sono sposati il 24 dicembre, cinque giorni fa. In occasione del matrimonio, che non hanno potuto festeggiare “in grande” come avrebbero voluto a causa delle restrizioni per la pandemia e per altri motivi, hanno deciso di regalare una bomboniera unica, quale simbolo della vita, a quella che è diventata la loro famiglia allargata: l’intero reparto di Oncologia del San Paolo dai medici agli infermieri, agli Oss e persino ai ricoverati e tutti i pazienti in cura. Hanno pensato ad una campana da loro stessi adornata con tanti simboli tutti legati da un filo conduttore, anzi meglio sarebbe dire un cordone, che è quello della vita.

Nonostante i giubbotti di pelle nera, ricchi di toppe, piuttosto che spille e borchie, i motociclisti o biker hanno un grande cuore e lo dimostrano soprattutto quando organizzano eventi di beneficenza e solidarietà. Questa volta attraverso un altro dono legato ad una storia personale. “L’ultimo evento a cui ho partecipato – ricorda lo stesso Roberto a Bariseranews – è stato a dicembre di due anni fa, quando insieme con altri biker ho portato doni ai bambini del reparto di Pediatria Oncologica al Policlinico di Bari”. Non sapeva ancora che di lì a poco la sua vita sarebbe cambiata. Grafico pubblicitario, appassionato di moto, è stato per 10 anni a Tokyo dove ha insegnato lingua italiana e fatto altre esperienze. Ha poi dovuto far rientro in Italia per questioni strettamente familiari. Solo nel 2019 ha conosciuto Nicla con cui vive “un anno di amore ed emozioni intense – racconta con felicità che sprizza da tutti i pori quando nomina la moglie, sua grande forza – Poi ad agosto ho scoperto di avere un tumore, ed un mese e mezzo fa mi è stato detto che era avanzato tanto da che mi erano stati dati pochi mesi di vita”. Non solo ha superato il periodo critico, ha pure guadagnato giorni che qualcuno gli aveva prospettato non avrebbe vissuto, tanto che oggi può affermare “ogni giorno è un giorno di gioia – asserisce Roberto – la vita è importante, sapere che ho un percorso davanti e che è comunque impegnativo ogni giorno per me è vita e questo è importante. Con Nicla ho pensato ad una campana da far suonare a tutti con gioia”, questo il suo augurio per chi come lui sta attraversando un percorso pieno di ostacoli. Invece di richiudersi in sé stesso, come capiterebbe alla maggior parte di coloro che, di fronte ad una malattia fatta di grande dolore fisico, porta ad una chiusura, ha invece scelto di aprirsi e pensare agli altri.

L’ispirazione è nata proprio dalla passione per le Harley Davidson. I biker usano regalarsi a vicenda una campana detta “lucky bell” (o anche “guardian bell”, a cui è legata una leggenda) come portafortuna per scacciare i demoni della strada e si porta sotto il motore della Harley. “L’abbiamo personalizzata. Avevo da tempo in casa una campana. L’abbiamo dipinta con glitter ramato e abbiamo incollato sopra e stuccato una toppa in tessuto con il logo per il 115° anno dell’Harley Davidson (raggiunto nel 2018, ndr). Il numero 115 lo abbiamo voluto attribuire come augurio per 100 e più anni di felicità e gioia – dichiara il protagonista di questa storia – Le ali spiegate dell’aquila rappresentano la libertà che vogliamo augurare. Il significato è il concetto di affrontare la strada e superare ogni ostacolo. Altro particolare sta nel suono che non è squillante come le piccole campane ma è quasi afono, come le campane più grandi, e come detto dallo stesso professor Nicola Marzano, direttore dell’Oncologia, ricorda il percorso che i pazienti malati di tumore affrontano, un suono che trasmette non solo felicità ma anche la durezza e l’impegno del percorso superato e reso proprio dal suono particolare”.

La campana è stata poi arricchita da altri simboli sempre scelta da questa coppia straordinaria. In cima è stato messo un rosario fatto da loro con dieci perle di legno e si conclude con il piccolo ciondolo dell’albero della vita (segno di nascita e rinascita, che si regala a chi sta per iniziare una nuova vita per augurare che la stessa abbia solide radici, sia prosperosa e intensa, ndr), mentre al cordoncino per suonare il batacchio sono state appese due targhe, una con i nomi di Roberto e Nicla e la data del matrimonio 24 dicembre 2020 e l’altra con la scritta inglese “In God we trust” (in italiano “Noi crediamo in Dio”) per diffondere “il messaggio che bisogna sempre avere fede perché così come dice un passo della Bibbia “Dio è l’alfa e l’omega, è l’inizio e la fine””, aggiunge convinto Roberto.

La campana ora è appesa accanto all’infermeria del reparto Oncologico in attesa di essere suonata per la prima volta. Siamo certi che l’idea della campana sarà ora copiata da altri, e auguriamo che tra coloro che avranno la gioia di poterla suonare ci sia presto pure Roberto con accanto la moglie Nicla.

Anna Caiati

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