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Medici di base – Regione Puglia: e’ di nuovo “guerra”

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E’ di nuovo scontro tra i medici di medicina generale e le autorita’ sanitarie della Regione Puglia. La polemica, aspra, nasce dopo la decisione della Regione di invitare le Asl a valutare, nei confronti dei medici di medicina generale che in quanto soggetti fragili hanno chiesto l’esonero dalla somministrazione dei tamponi rapidi , la sospensione delle attività domiciliari. “Siamo rimasti però interdetti nell’apprendere che nel piano strategico per la vaccinazione contro il Covid-19 i medici di medicina generale non rientrino tra le categorie ad elevata priorità” dichiara il segretario della Fimmg Puglia Donato Monopoli. In effetti i medici di medicina generale non figurano tra i soggetti ad elevato rischio e sono inseriti nella generica categoria delle ‘altre strutture ambulatoriali territoriali’, una fascia di rischio medio-bassa che non prevede l’accesso prioritario al vaccino anti Covid-19. Ma altre stoccate partono dalla Fimmg che parla di bluff dei tamponi rapidi che dovrebbero partire dall’11 gennaio: finora ad ogni medico di famiglia sarebbero stati garantiti tra i 10 e i 20 tamponi rapidi. A livello di bisogni, dicono, è una goccia nel mare. “A mancare non sono i medici che li effettuano ma i tamponi e le sedi dove effettuarli. Non vogliamo che si ripeta con i test rapidi quello che è accaduto con la vaccinazione antinfluenzale, perché sarebbe l’ennesima beffa ai cittadini e ai loro medici.” E intanto crescono gli interrogativi sulla campagna vaccinale iniziata con il V day del 27 dicembre. Fermo restando che le linee guida partiranno da Roma, e’ evidente che devono essere le Regioni ad organizzarsi al meglio per vaccinare il maggior numero di persone nel minor tempo possibile. Al momento in Puglia sono arrivate 26000 dosi, ma sino al 2 gennaio secondo l’assessore Lopalco ne erano state somministrate circa 5000, neanche un quinto. Insomma alla Pfeizer Biontech sono preoccupati di non riuscire a produrre i vaccini necessari all’Europa mentre i medici sono preoccupati per le lentezze nella loro somministrazione. Quella contro il Covid e’ anche una lotta contro il tempo, guai concedere al virus anche questo vantaggio.

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