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Riapertura scuole, Emiliano prende tempo e i sindacati attendono

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Mentre in Puglia, con Bari e provincia sempre al primo posto, i dati dei positivi e dei ricoverati per Covid-19 continuano ad aumentare, i rappresentanti sindacali delle scuole, sostenuti da presidi e docenti, sono giustamente preoccupati per la prossima riapertura degli istituti dopo le festività natalizie. Sono in apprensione per l’alto rischio di contagi, in particolare dopo i possibili assembramenti, seppur familiari, e i probabili contatti avvenuti durante le vacanze natalizie. Una preoccupazione più che comprensiva visto che gli insegnanti ed il personale scolastico non hanno garanzie legate ai dispositivi di protezione individuale (dpi), limitati a mascherine e disinfettanti mani. E visto che gli studenti sono costretti ad utilizzare mezzi pubblici presi d’assalto. Per non parlare dei mancati screening.

I sindacati hanno chiesto e ottenuto un incontro a distanza, on line, con il presidente della Regione Michele Emiliano che li ha convocati di domenica mattina insieme con gli assessori Lopalco, alla Sanità, Leo, all’Istruzione, e Maurodinoia, ai Trasporti, e la Camalleri dell’Usr Puglia. Un incontro durato circa tre ore in cui non sono mancati momenti di discussione tra preoccupazioni da una parte e tentativi di rasserenamenti dall’altra ma che si è svolto, secondo i sindacati, in un clima sereno e costruttivo. I sindacati valutano positivamente le conclusioni, in attesa di nuove decisioni da parte della Regione.

All’unanimità tutte e sette le sigle presenti (Anief, Anp-dirigenti scuola, Flc Cgil Scuola, Cisl Scuola, Gilda, Snals e Uil Scuola) hanno presentato e sostenuto le proposte presentate: “no” alla ripresa in presenza di lezioni per tutti gli ordini e grado d’istruzione, con proposta di rinviare di 7 o 15 giorni l’inizio della ripresa; “no” alla decisione da parte dei genitori la decisione del rientro in presenza nella scuola dell’infanzia, quanto piuttosto la scelta fra didattica a distanza (dad) o in presenza da ora e sino al prossimo Dpcm o ordinanza regionale o comunque sinché la situazione di alto rischio di contagio per Covid-19 non sia nettamente diminuita; “no” al doppio turno. Se da un lato il presidente Emiliano sembra, a detta dei rappresentanti sindacali, aver fatto un passo indietro sulla riconferma di quanto disposto con l’ordinanza del 3 dicembre scorso, dall’altro i governatore ha rinviato di qualche ora o quanto meno in base alla decisione del Consiglio dei ministri, qualsiasi decisione su come si svolgeranno le lezioni nelle scuole pugliesi.

Mentre la Uil ha insistito sulla didattica a distanza (dad) per almeno un’altra settimana e in tutte le scuole, nessuna esclusa, e con particolare “salvaguardia per la scuola dell’infanzia dove, al contrario di ciò che si pensa, il rischio di contagio è elevatissimo” come rimarcato dal segretario Giovanni Verga, c’è chi ha presentato diverse possibilità da adottare. Per Flc Cgil, anch’essa contraria al rientro in presenza a scuola, l’incontro ha visto una parziale battuta di arresto da parte della Regione a fronte di proposte riviste dai sindacati. Il presidente pugliese ha riferito di non poter assumere un provvedimento diverso, per ragioni normative, ma ha assicurato ai rappresentanti sindacali di esaminare, con l’avvocatura della Regione, la possibilità di prorogare di una settimana la didattica a distanza per le scuole superiori. Quindi l’idea non sarebbe più quella di scuole d’infanzia aperte, così come elementari e medie al 50%, con doppia entrata e comunque classi scaglionate sia in entrata che in uscita, e di lasciare ai genitori la scelta di far frequentare i figli in presenza o in dad.

Né si pensa di lasciar decidere alle famiglie. Così come il problema non è risolvibile con lo scaglionamento degli ingressi. Anche perché tali modalità hanno “effetti devastanti sull’organizzazione del lavoro e della didattica”, scrive in una nota Claudio Menga di Flc Cgil che ha chiesto espressamente di “non ricorrere a una nuova ordinanza regionale, quindi lasciare esclusivamente quanto previsto dal Dpcm (nazionale, ndr) per la prima settimana di rientro, anche per consentire una gestione più distesa nell’organizzazione delle attività didattiche, senza ingressi scaglionati in tutta la regione e istituendo una cabina di regia e di coordinamento regionale insieme alla Prefettura del capoluogo di regione per valutare le condizioni per il mantenimento del turno unico nel secondo ciclo. Abbiamo ribadito che, con la riproposizione del modello di ordinanza precedente, si sarebbe riproposto anche il problema delle giustificazioni delle assenze determinate per ordinanza”.

Tutte le organizzazioni sindacali sono però d’accordo su un punto: nel caso in cui la Regione decidesse di riproporre la stessa ordinanza, non dovrà essere consentita la possibilità di frequenza “a intermittenza”. I genitori dovranno scegliere se, per tutto il periodo di vigenza dell’ordinanza e quindi per l’elevato rischio di contagi, far frequentare in dad o in presenza, o l’una o l’altra. Così come, all’unanimità, hanno chiesto al presidente Emiliano di rinviare l’avvio delle lezioni in presenza di una settimana o 15 giorni, e di stabilire, nel frattempo, per tutti gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado la didattica a distanza.

Il presidente pugliese ha ringraziato i sindacati e l’Ufficio scolastico regionale “per il clima costruttivo con cui hanno affrontato i temi connessi alla ripresa a gennaio delle attività didattiche per il primo e secondo ciclo. Siamo certi – ha dichiarato al termine della riunione, come diffuso in una nota – che le istituzioni scolastiche insieme con la Regione Puglia, nell’ambito delle reciproche competenze, continueranno a dimostrare l’ottima capacità organizzativa di cui hanno già dato prova negli scorsi mesi. Si lavora senza interruzione, anche di domenica, per trovare le soluzioni più giuste”.

Al segretario generale di Cgil Puglia, Claudio Menga, abbiamo rivolto alcune domande.

Quanto tempo dovremo attendere per conoscere la decisione di Emiliano?

“Emiliano, alla luce delle richieste ricevute, si è riservato di decidere anche sulla base dei segnali che verranno dal Governo nazionale nelle prossime ore. Comunque a noi sindacati ha promesso una bozza da subito poiché il Consiglio dei ministri non si riunirà prima del 5 gennaio”.

Per quanto riguarda il tema dei trasporti, si è discusso sulla possibilità di un incremento dei mezzi visto che il pericolo di assembramenti e di contagio è proprio sui treni e sui bus?

“Ci è stato riferito che la Regione è disponibile ad anticipare 3 milioni di euro da investire nel settore, soldi da recuperare con la legge di Bilancio”.

I doppi turni nelle scuole rappresentano una valida alternativa per consentire le lezioni in presenza a tutti?

“E’ una alternativa che noi respingiamo, perché complicherebbero l’organizzazione e la gestione delle attività didattiche. Non capiamo perché i prefetti, tranne quelli della Bat e di Foggia, abbiano imposto il doppio turno sebbene si tratti ancora di una ipotesi anche se nelle more. Laddove la scuola non dovesse avere un alto tasso di studenti pendolari, potrebbe anche non adottare il doppio turno e comunque sarebbe la scuola a prendersi carico di questa decisione”.

Da mesi chiedete lo screening di massa alla popolazione scolastica come misura di prevenzione. L’avete ribadito pure in questa occasione?

“Non c’è stato confronto su questo. Non è previsto nemmeno nel Dpcm. Il Governo ha scaricato tutto alle Prefetture. Dopo i test effettuati, senza obbligo e su libera scelta, prima di iniziare l’anno scolastico a settembre, non ne sono stati previsti altri. Qui in Puglia abbiamo avuto problemi a livello ordinario, chissà cosa accadrebbe se aggiungessimo pure quelli a livello straordinario”.

E per le vaccinazioni anti-covid?

“Continuiamo a chiedere la priorità nella vaccinazione. E’ evidente che è importante prima vaccinare tutta la sanità pugliese. Ma poi si dovrebbe pensare alle scuole, non possiamo attendere sino a maggio”.

Sulla questione delle dpi, cosa può dire?

“Siamo sempre in attesa di un incontro con il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, c’è una richiesta a livello nazionale che ad oggi non si è ancora tenuto. Siamo pure in attesa che il Comitato tecnico scientifico si esprima sulla disposizione delle mascherine ffp2, ritenute più sicure rispetto a quelle chirurgiche. Aspettiamo risposte”.

Anna Caiati

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