Bariseranews.it – Oltre la notizia

Sessanta pacchi alimentari per le famiglie in difficoltà, la raccolta solidale dell’Associazione carabinieri Carbonara

897 Visite

Il 2020 appena andato in archivio è stato un anno funesto, in cui l’unità del tessuto sociale (messa in ginocchio dalla crisi sanitaria Covid-19 e dalla conseguente crisi economica) si è retta sulle spalle larghe e forti del volontariato. Non solo assistenza, ma anche speranza: è questo il messaggio che l’Associazione nazionale Carabinieri – sezione di Bari Carbonara – ha voluto lanciare con la nona raccolta alimentare promossa dal gruppo di volontariato, che veste colori e vessilli dell’Arma.

Il 5, 12, 19 e 23 dicembre scorsi, infatti, i trenta volontari dell’Anc barese hanno istituito un presidio all’esterno del supermercato nei pressi dell’ospedale Di Venere, dove hanno raccolto i generi alimentari donati dai cittadini. L’iniziativa ha permesso di totalizzare ben 60 pacchi pieni di beni alimentari (zucchero, olio, pasta, biscotti, salsa e altro) e prodotti per i bambini (dai pannolini agli omogeneizzati). Quanto raccolto, e conservato nella sede associativa di corso Vittorio Emanuele a Carbonara, sarà consegnato nelle mani di don Vito Piccinonna, direttore della Caritas diocesana di Bari-Bitonto, che si occuperà di smistare i pacchi alle famiglie in difficoltà del territorio coperto dall’arcidiocesi.

«Anche in considerazione del momento che viviamo, stiamo cercando di dare una mano, collaborando con il centro operativo comunale e con l’assessore al Welfare Francesca Bottalico – spiega Giacinto Sciacovelli, presidente dell’Associazione nazionale carabinieri di Carbonara e carabiniere in quiescenza. Rispondiamo a ogni chiamata del Comune, con cui ci sono buoni rapporti di collaborazione».

Un sostegno, quello delle associazioni (e in particolar modo delle organizzazioni che si occupano di protezione civile), che è stato fondamentale per mettere in moto velocemente la rete welfare cittadina durante i mesi del lockdown. «Da febbraio – prosegue Sciacovelli – abbiamo preso parte a tutte le iniziative a sostegno delle persone in stato di bisogno, consegnando generi alimentari e farmaci a chi era in difficoltà. Nelle ore serali, poi, siamo andati in giro per il IV municipio con la macchina associativa a ricordare alle persone di non uscire, di indossare le mascherine e di igienizzare le mani. Ultimamente abbiamo fatto servizio d’ordine alla chiesa di Santa Chiara, a Bari vecchia, in occasione dei tamponi per i senza fissa dimora; ancora, abbiamo fatto servizio d’ordine alla mensa di Santa Maria Teresa di Calcutta, dove i bisognosi si recavano per ricevere beni di prima necessità».

Nessuno più dei volontari in questi mesi ha maneggiato il termometro di una precarietà sociale in continuo aumento, a causa della pandemia e delle fragilità strutturali del nostro sistema economico: «Il numero delle persone che richiede aiuto è aumentato moltissimo – spiega Sciacovelli. Ogni giorno c’è chi viene qui a chiedere un pacco di pasta o un sostegno alimentare, soprattutto per i bambini».

Il compito, quindi, è ben lontano dal dirsi concluso: «Ho parlato con il sindaco Decaro, preoccupato per gli assembramenti a parco 2 Giugno durante le belle giornate – rivela Sciacovelli. Al sindaco ho presentato il progetto per fare servizio d’ordine a parco 2 Giugno; attendiamo di stabilire ore, giornate e unità da presidiare».

La richiesta dell’organizzazione di volontariato di Carbonara, che nel 2025 spegnerà 50 candeline e che vive solo dei fondi ricavati dalle quote associative, è che Comune di Bari e IV Municipio «Ci aiutino con una sede in comodato d’uso, perché qui paghiamo un affitto mensile di 280 euro, oltre alle utenze e alle spese per il carburante, l’assicurazione e la manutenzione dell’automobile dell’associazione – racconta Sciacovelli. Nel 2020 non ci sono arrivati neanche i rimborsi spesa per i servizi in esterna, dal momento che tutti gli eventi sono stati bloccati. Molte volte ho scritto al sindaco e al presidente del IV Municipio, ma la risposta è sempre stata che non sono disponibili strutture confiscate alla mafia da destinare alle organizzazioni di volontariato. Nel mercato coperto di via Vaccarella, per esempio, le saracinesche di un intero padiglione sono completamente abbassate; quello spazio potrebbe essere destinato alle Odv, come la sede abbandonata della vecchia circoscrizione a Ceglie del Campo. Ho sentito che nel parco ex Rossani si farà la “casa delle associazioni”, staremo a vedere».

Promo