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“Genitori in pettorina” per far rispettare le regole anti-covid, un esempio da adottare in ogni scuola

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Quando una scuola funziona riesce a dimostrarlo in vari modi e davanti a qualunque difficoltà trovando soluzioni. Tra le manifestazioni possibili c’è il riuscire a coinvolgere i genitori. Perché si sa, l’educazione non si riceve solo a scuola, ma prima di tutto e comunque in continuità con la famiglia.

E forse in questo, un prezioso esempio viene dal quartiere Poggiofranco dai due plessi dell’istituto comprensivo “Zingarelli-Frank” di Bari, diretto da Manuela Baffari che, come tiene lei stessa a sottolineare, in un momento di difficoltà come la pandemia e per salvaguardare il più possibile la salute degli studenti e delle stesse famiglie, ha fatto partecipi i genitori, senza l’aiuto dei quali il progetto “Genitori in pettorina” non avrebbe potuto né iniziare né andare avanti come accade.

L’idea di “Genitori in pettorina”, per l’entrata e l’uscita ordinata e distanziata degli alunni, è nata sul tavolo di un incontro a settembre, prima dell’inizio dell’anno scolastico, proprio tra la dirigente scolastica e i genitori e dall’esigenza avvertita dalla responsabile dell’istituto comprensivo che ha deciso di convocare i rappresentanti del consiglio dei genitori. «Era necessario, a fronte di un possibile ritorno di nuovi casi di contagio, garantire la sicurezza degli alunni e soprattutto il distanziamento non solo in classe ma pure all’entrata e all’uscita delle due scuole che dirigo – spiega la preside Manuela Baffari – Ho quindi convocato i rappresentanti dei genitori e abbiamo abbozzato un’idea che poi, in corso d’opera, abbiamo migliorato giorno dopo giorno e che ora è un esempio per altre scuole del territorio che hanno contattato il consiglio dei genitori per capire come ci siamo organizzati e come funziona».

La dirigente davanti alla necessità di dover non solo scaglionare entrate e uscite ma anche di evitare assembramenti e abbracci tra studenti di età compresa tra i 3 e i 13 anni, e soprattutto di dover gestire circa 800 alunni della “Zingarelli” e quasi 600 (400 per la scuola primaria e 170 per quella dell’infanzia) alla “Frank”, con un numero insufficiente di collaboratori scolastici a fronte di una mole cosi’ grande studenti, ha pensato ad uno speciale “servizio d’ordine” da mettere in campo davanti alle due scuole e nei cortili dei plessi scolastici. Un servizio che, ovviamente, è stato ripreso anche dopo le vacanze di Natale.

«Il “servizio d’ordine” anti-assembramento è necessario per controllare l’esuberanza dei ragazzi con la voglia di riabbracciare i compagni di scuola tipico dell’età – spiega la dottoressa Baffari – Da subito i più ligi si sono dimostrati i più piccoli, hanno dato prova di maggior rispetto delle regole. Abbiamo avviato l’iniziativa sperimentandola con un piccolo gruppo di genitori volontari nelle due scuole. Ora invece possiamo contare su una ventina di genitori attivi, dieci per ogni plesso».

L’utilità oggi è sotto gli occhi di tutti. La preside ha sentito l’esigenza di dotare i genitori esemplari, che tra l’altro sacrificano tempo sottraendolo alle loro professioni e attività lavorative, di pettorine rosse per differenziarli in modo che tutti, dagli alunni agli altri genitori, agli insegnanti e ai collaboratori scolastici potessero distinguerli subito e averli come punto di riferimento, nonchè di megafono e di cartelli.

«L’azione bella di sinergia è stata proprio quella di vedere la scuola nelle sue componenti dai docenti, ai collaboratori scolastici e sino ai genitori trovarsi d’accordo e organizzarsi per uno stesso scopo – aggiunge con giusto orgoglio la dirigente scolastica – Nessuno, da quando hanno aderito, si è tirato indietro né con la pioggia né con la didattica mista, dove la presenza degli alunni è diminuita solo nella scuola media e per cui contiamo circa il 60% in classe. Certo non è stato facile perché non sono mancate critiche e commenti, ma ora collaborano tutti».

L’organizzazione prevede innanzi tutto, come da normativa, le entrate e le uscite scaglionate e l’arrivo dei “Genitori in pettorina” dieci minuti prima dell’arrivo degli alunni. Gli stessi si dispongono davanti ai cancelli d’entrata e nei cortili per controllare le distanze e che ciascun alunno indossi correttamente la mascherina, quindi l’entrata e l’uscita in fila indiana con disposizione nelle aree segnate per classe e con singolo posto per alunno in attesa della chiamata per classe tramite megafono e, per avvertire i genitori mentre attendono all’esterno della scuola, cartelli con scritto classe e sezione. Le classi in fila vengono accompagnate sino all’entrata della scuola, devono però seguire dei percorsi stabiliti prima di essere accolti dall’insegnante e fatti entrare nelle singole classi, dopo aver igienizzato le mani. Stessa cosa per l’uscita, in senso contrario, con accompagnamento sino al cancello o comunque sino a quando il genitore non si presenta. L’iniziativa ha attirato l’attenzione di altre scuole anche perché gli alunni, proprio perché così controllati, evitano pure incidenti che potrebbero nascere da spinte o sgambetti per giochi incoscienti o da atti di bullismo. Per tanto, a nostro parere, questa iniziativa dovrebbe continuare anche dopo la pandemia ed essere adottata in ogni scuola di ogni ordine e grado.

Anna Caiati

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