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Palese, genitori scelgono la Dad e poi ci ripensano: ma la loro bimba non può tornare a scuola

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I genitori che per i propri figli hanno scelto la Dad, alle elementari, in Puglia non possono cambiare idea e far tornare i propri pargoli tra i banchi. Secondo l’ordinanza regionale n.1/2021, emanata il 5 gennaio scorso, infatti, le istituzioni scolastiche del primo ciclo (scuola primaria e secondaria di primo grado) “nell’ambito dell’alleanza del rapporto Scuola-famiglia, devono garantire l’attività didattica in presenza in luogo della didattica digitale integrata, per tutti gli alunni le cui famiglie la richiedano espressamente per i propri figli; tale scelta è esercitata una sola volta e per l’intero periodo di vigenza della presente ordinanza.”

Le famiglie, insomma, non possono cambiare idea. Questa, infatti, è la disavventura capitata ad una bimba di 7 anni, iscritta alla scuola “Fraccacreta” di Bari-Palese. Inizialmente, gli adulti del suo nucleo familiare avevano scelto, per lei, una settimana di didattica integrata a distanza, per poi pentirsene, qualche giorno dopo, avendo avuto rassicurazioni sulla regolare ripresa delle lezioni in classe, in piena sicurezza e nel rispetto delle norme anti-Covid.

La preside del plesso, però, sulla base delle norme vigenti ha dovuto rifiutare il ritorno della bambina in mezzo ai suoi compagni, avendo l’obbligo di attendere, in tal senso, ulteriori provvedimenti regionali previsti nelle prossime ore. L’alunna, dunque, fino ad oggi ha dovuto continuare a seguire da casa l’andamento delle lezioni. I genitori hanno preso persino carta e penna, per presentare il caso al Ministro dell’Istruzione, lamentando “un atto discriminatorio verso la bambina, che sta vivendo un periodo difficile e di disagio”.

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