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Pronto l’ospedale Covid da 152 posti in Fiera, Emiliano: «Struttura al servizio di tutta la Puglia»

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È pronto l’ospedale dedicato al Covid-19, ricavato all’interno di alcuni padiglioni in disuso della Fiera del Levante. Le due aziende che hanno vinto l’appalto da 8 milioni e mezzo, le altamurane Cobar e Item Oxygen, hanno rispettato i tempi previsti dagli accordi, consegnando oggi le chiavi alla Regione Puglia e all’azienda ospedaliero-universitaria consorziale del Policlinico di Bari, che gestirà la struttura. L’ospedale temporaneo è diviso in 10 blocchi da 16 e 14 posti, per un totale di 152 totali, divisi fra i padiglioni 13 (galleria centrale), 18, 11 e 9 del quartiere fieristico, resi nuovamente agibili nella fase preliminare dei lavori. Ci saranno unità di terapia intensiva, subintensiva e malattie intensive. I lavori hanno permesso alla struttura ospedaliera di essere autonoma dal punto di vista degli impianti elettrici, idrici e fognari; la Regione Puglia pagherà un canone di 110mila euro su base mensile all’ente Fiera del Levante.

Quanto alla gestione dell’ospedale temporaneo, che in previsione partirà dai primi di febbraio, Vitangelo Dattoli, commissario straordinario del Policlinico di Bari, specifica: «Il documento è pronto da qualche giorno e premetterà il trasferimento di una quota significativa dell’ospedale Covid, con conseguente consolidamento dell’ospedale, e la riattivazione dei reparti non Covid. L’ospedale Covid è autonomo ma dialoga con il Policlinico».

Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, dichiara: «Questa struttura nasce come dispositivo di sicurezza, la seconda ondata è stata 20 volte quella di marzo aprile. Nessun paese del mondo sapeva come affrontare questa emergenza, tutto oggi è a regime anche se suscettibile di potenziamento. L’ospedale Covid è a disposizione della Puglia; al Ministero della Salute avevamo chiesto di farne tre, ma loro ci dissero di raddoppiare le terapie intensive, cosa che abbiamo fatto. Questo è il pezzo fondamentale del piano pandemico della regione Puglia, e nulla di questo investimento andrà perso anche dopo l’emergenza. La struttura consente di essere utilizzata con il minimo del personale, con il doppio effetto di riavviare le strutture ospedaliere della Puglia e di curare gli effetti dell’epidemia».

Emiliano coglie l’occasione, poi, per lanciare una stoccata al sistema sanitario nazionale, parlando dell’ospedale Covid in fiera come di una «Impresa tutta pugliese realizzata in pochissime settimane. Una struttura sanitaria fondamentale, perché la Puglia non è una corazzata come altre regioni. Molti sono andati in difficoltà nonostante la loro dotazione di posti letto, ospedali e personale. L’Italia nega ad alcune regioni del sud la parità del diritto costituzionale alla salute».

Il presidente della Regione, poi, ribadisce la sua posizione su uno dei punti fondamentali della lotta alla pandemia: il ricorso limitatissimo alla didattica in presenza. «Il personale della scuola ci sta dando una mano ad abbassare la curva dei contagi, tutti sanno che la scuola non è un luogo sicuro e gli insegnanti stanno facendo qualcosa di straordinario, gestendo sia la presenza sia la didattica a distanza – dice ancora Emiliano. Questo sacrificio ci sta consentendo di mantenere i contagi bassi, soprattutto nell’area metropolitana di Bari. Ho fatto arrabbiare insegnanti, sindacati, operatori turistici e ristoratori: ogni decisione arriva alla fine di un lungo processo, tutti vengono ascoltati ma non esiste un manuale di gestione delle epidemie. In questi mesi bisogna fare questo ultimo sforzo. Lo scopo di questa struttura non è fare gli aperitivi e mandare la gente scriteriatamente a scuola, ma curare i contagi inevitabili. L’obbligo di presenza a scuola è inserito in un decreto legge, quindi nell’ordinanza ci siamo limitati ad affermare che l’obbligo di presenza in questo momento non può esistere».

Per Loreto Gesualdo, preside della Scuola di Medicina dell’Università di Bari, con questa struttura «Stiamo dando dignità agli operatori, ai pazienti e alle loro famiglie, che avranno la possibilità di seguire il percorso di cura».

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