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Ospedale Covid in Fiera, è già polemica politica. Fratelli d’Italia: «Ministero invii ispettori»

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È stato allestito nel tempo record di 45 giorni, è stato consegnato ieri al Policlinico di Bari come previsto dagli accordi con le due società vincitrici dell’appalto da 8,5 milioni, e non sarà operativo almeno fino a inizio febbraio. Eppure sull’ospedale Covid-19 da 152 posti di terapia intensiva, subintensiva e malattie intensive si è già sollevato il polverone della polemica politica.

I primi a lanciare il guanto di sfida sono i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, sostenuti dall’onorevole Marcello Gemmato e dall’eurodeputato Raffaele Fitto (anche loro esponenti di FdI), che in una nota attaccano: «Chiediamo al ministro della Salute, Roberto Speranza, di inviare gli ispettori ministeriali per fare chiarezza “sulle procedure di gara, la corretta allocazione, la strutturalità dell’iniziativa anche in funzione dell’utilizzo post emergenza Covid, la compatibilità dell’allocazione con i criteri dettati dal Ministero, e la funzionalità di tale allocazione in ragione della carenza di personale che dovrà inevitabilmente essere distratta da altri presidi ospedalieri e da altri reparti di terapia intensiva, ed in ultimo la coerenza dei dati relativi ai posti letto di terapia intensiva funzionanti in Puglia con i dati pubblicati nei report del monitoraggio settimanale”».

Gli esponenti pugliesi del partito di Giorgia Meloni rincarano la dose: «È evidente che un’operazione che utilizza 10 milioni di euro dei pugliesi non può esaurirsi con un bel taglio del nastro. Intanto perché questo avviene il 16 gennaio – in piena seconda ondata pandemica – con ben otto mesi di ritardo: infatti, nel maggio dello scorso anno il Ministero della Sanità con una circolare (la n. 11254) dettò alle regioni le “Linee di indirizzo organizzative per il potenziamento della rete ospedaliera per emergenza Covid-19”. Circolare applicativa della legge 17 luglio 2020, n. 77, con la quale si chiedeva alle regioni di rendere strutturale – ovvero non in strutture provvisorie – l’aumento dei posti letto di terapia intensiva. In particolare, la circolare sollecitava la Regione Puglia per incrementare gli allora 304 posti letto di terapia intensiva con ulteriori 275, per arrivare così a 579, perché si voleva destinare ai pazienti Covid il 30% e riservare l’ulteriore 70% ai pazienti non Covid».

FdI accusa ancora Emiliano, che «In piena campagna elettorale si affrettò a elaborare slide per annunciare l’aumento dei posti letto di terapia intensiva in Puglia. Ma di fatto, però, a dicembre 2020 i dati ministeriali attribuivano alla Puglia come funzionanti solo 366 posti letto di terapia intensiva con un tasso di occupazione per pazienti Covid che oscillava dal 49 al 43%. Poi, improvvisamente, gli ultimi dati Agenas del 6 gennaio 2021 riportano come attivi e funzionanti in Puglia 548. A parte i conti che non tornano, alla luce dei dati pubblicati da organi del Ministero, quello che è ancora peggio in questa storia è il fatto che i 160 posti letto sono previsti in Fiera della Levante, ovvero in un luogo non conforme con i criteri delle predette linee di indirizzo dettate dalla circolare».

In conclusione, i consiglieri regionali di Fdi, Gemmato e Fitto, lanciano l’ultima stoccata: «Riteniamo che l’emergenza Covid non abiliti ad assumere decisioni incongruenti, e comunque dispendiose di danaro pubblico, senza avere certezze di aver compiutamente rispettato i criteri di allocazione dei posti letto di terapia intensiva. Da qui la nostra richiesta, per necessarie e doverose chiarezza e trasparenza verso la comunità pugliese».

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