Sempre mistero (e denunce) sulle 236 assunzioni all’Arpal. Il dovere di non tradire la fiducia dei giovani nello Stato

Tradire nei giovani la fiducia nelle Istituzioni e quindi nello Stato e’ un esercizio tanto grave quanto pericoloso. Il maggior problema dei giovani, soprattutto da noi al sud, e’ quello della ricerca di una occupazione. A maggior ragione in un momento cosi’ delicato come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia. Pur di lavorare, pur di non pesare sulle famiglie, i giovani si accontentano di tutto, anche di un lungo precariato. L’Arpal Puglia deve assumere a tempo determinato 236 persone. L’Arpal e’ un Ente Regionale, quindi pubblico, diretto da Massimo Cassano persona di fiducia del Presidente Michele Emiliano che lo ha nominato prima Commissario e poi Direttore Generale. Inutile, superfluo e scontato ricordare il sodalizio politico che li unisce (nella foto di Rainews). Su queste 236 assunzioni si sta scatenando l’inferno per l’opacita’ nella selezione dei candidati da parte dell’agenzia interinale (Job Italia) cui la selezione e’ stata commissionata. Sono tante le segnalazioni di giovani che lamentano l’impossibile accesso a novembre alla piattaforma della Job Italia per registrarsi e fare domanda di partecipazione. Dulcis in fundo un questionario che ai fortunati (sic!) prescelti (di cui ad oggi non si conosce l’identita’) dovrebbe essere somministrato dal 25 al 27 gennaio e di cui si ignora il contenuto. Saranno domande? Richieste di informazioni? Nulla e’ dato sapere. Che ad operare sia un’azienda privata (Job Italia) non vuol dire che le regole della trasparenza non debbano essere rispettate trattandosi di 236 posizioni da assegnare nella pubblica amministrazione dove saranno retribuite con i soldi pubblici. L’Arpal in primis, ma la Regione soprattutto la Regione non possono tollerare irregolarita’ e favoritismi anzi devono vigiliare per evitare di diventare eventualmente complici di ingiustizie o altro. Sull’argomento e’ intervenuto ripetutamente il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione, Zullo. Nei prossimi giorni torneremo sull’argomento pubblicando dichiarazioni di giovani convinti che in questa storia non tutto sia trasparente.

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