Nuova ordinanza scuola, sindacati ancora critici. Uil: “Lunedì scenderemo in piazza”

Nuova ordinanza, nuova polemica. I sindacati stavolta minacciano di andare fino in fondo dopo le decisioni sul rientro a scuola in presenza che sono state rese note ieri dall’ordinanza numero 21 del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e valida dal 1 al 6 febbraio. Per le classi del primo ciclo (elementari e medie) rimane tutto come prima, con la didattica in presenza come forma base e la possibilità (vincolante) da parte delle famiglie di richiedere la didattica a distanza per i propri figli. Le superiori faranno didattica in presenza fino al 50%, mentre la restante parte della classe seguirà le lezioni con la modalità della didattica digitale integrata. Nell’ordinanza, infatti, è espressamente consigliato di effettuale il calcolo del 50% non sul totale della popolazione scolastica, ma su ogni classe. Anche per le superiori, inoltre, è lasciata alle famiglie (o agli studenti maggiorenni), la possibilità di richiedere la frequenza a distanza.

«Restiamo fermi sul nostro no alla scuola “on demand” che dall’1 febbraio verrà estesa anche alle superiori – ammonisce Gianni Verga, segretario generale della Uil scuola Puglia. Lunedì 25 gennaio scenderemo di nuovo in piazza, alle ore 16, davanti alla sede della presidenza della Regione Puglia, contro la Did a domanda individualizzata: non si può proseguire con questa politica dello scaricabarile il cui conto è pagato solo dai lavoratori del sistema scuola e dalle famiglie pugliesi».

«In un colpo solo il presidente Emiliano fa ricadere le relazioni sindacali al punto più basso finora mai registrato». A tuonare è Claudio Menga, segretario della Flc Cgil Puglia, che aggiunge: «Ci attiveremo affinché, unitariamente con le organizzazioni sindacali di categoria, si individuino forme di mobilitazione adeguate al livello di attacco che il mondo della scuola pugliese da settimane sta sopportando».

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