Decaro: “Installato il primo semaforo con countdown”. Ma è davvero il primo?

«Negli ultimi mesi abbiamo cominciato a installare i nuovi semafori cosiddetti intelligenti. Con questi lavori stiamo anche sperimentando, all’incrocio tra corso Vittorio Emanuele e piazza del Ferrarese, il primo semaforo con countdown per regolamentare il flusso di pedoni e automobili con un sistema di attesa controllata». Con queste parole sui social, il sindaco Antonio Decaro annuncia l’ultima soluzione tecnologica a servizio delle strade baresi.

Anche il trafficatissimo incrocio di fronte al teatro Margherita riceve i nuovi semafori biancorossi, ma con una particolarità: grazie a lanterne aggiuntive che mostrano un conto alla rovescia, i pedoni possono sapere esattamente quanti secondi mancano allo scattare del verde, del giallo e del rosso.
«Si tratta di uno strumento che si installa sugli incroci a grande intensità e che serve a scoraggiare i pedoni che, molte volte, si “lanciano” negli attraversamenti rischiando incidenti o rallentamenti» spiega Decaro, aggiungendo che «se al termine della sperimentazione questo sistema di semaforizzazione dovesse risultare utile e apprezzato, installeremo lo stesso dispositivo su altri incroci della città».

Senza dubbio è uno strumento utilissimo che aumenta la sicurezza stradale e ci fa compiere un piccolo passo di civiltà. Peccato però che non si tratti di una novità assoluta, come invece la presenta il primo cittadino.
Proprio a quell’incrocio, in piena zona di movida, il countdown per i pedoni è già stato testato parecchio tempo fa. Certo, c’era ancora il tradizionale semaforo con paline gialle e lanterne verdi, ma la tecnologia era la stessa identica che oggi viene definita “sperimentale” per Bari. Poi ad un certo punto il sistema aveva smesso di funzionare e dopo qualche anno era stato rimosso.
Per chi non se lo ricordi, basta tornare virtualmente indietro nel tempo con le foto storiche di Google Street View, tra il 2014 e il 2016.

A precisare che quello appena installato non è affatto “il primo semaforo con countdown” ci pensano i cittadini. Oltre alle attestazioni di entusiasmo, si legge infatti una miriade di commenti più realisti e disincantati, come ad esempio «C’era già, poi è sparito. Ora l’hanno rimesso…», «Non è il primo, forse il secondo….», «Sperimentando? Cosa? Quei semafori sono stati già collaudati tanti anni fa!!!!».
Qualcuno segnala la presenza degli stessi semafori in altri punti della città e in tanti altri comuni italiani e pugliesi, tra cui la vicinissima Capurso, che se ne sono dotati prima di Bari. Fioccano anche esempi di paesi esteri che hanno adottato questa tecnologia da decenni, con battute esilaranti come «Erano intelligenti quando li ho conosciuti nel 2000 a Londra. Dopo 21 anni sono ancora loro quelli intelligenti?», «Ottimo 2021! Nel 1997 li aveva un paesino scozzese d 4 gatt!», «Ne ho visto uno al museo dell’archeologia industriale a Berlino».

Il nostro augurio è che Bari continui a migliorare, come sta facendo innegabilmente negli ultimi anni, ma che si evitino annunci roboanti quando c’è poco o nulla di straordinario. E soprattutto, che non si diano per scontate l’ingenuità e la memoria corta dei cittadini.

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