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La “Gomorra barese” di Japigia: chiesti anche due ergastoli dalla Direzione distrettuale antimafia

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La Direzione distrettuale antimafia presenta il conto per la Gomorra barese, quella che aveva trasformato una parte del quartiere Japigia in un campo di battaglia: omicidi, sparatorie, “stese”, così vengono chiamati i raid con decine di affiliati a bordo di motociclette che percorrono il quartiere sparando contro i rivali. Ad affrontarsi senza esclusione di colpi,per il controllo del mercato della droga, gli affiliati dei clan Parisi-Palermiti e Busco.  

Ventisei le condanne richieste, tra le quali due ergastoli, per gli episodi del 6 marzo 2017, quando venne ucciso il pregiudicato Giuseppe Gelao e ferito Antonino Palermiti, nipote del boss Eugenio, e del 12 aprile quando fu assassinato, in risposta a quel delitto, il pregiudicato Nicola De Santis, vicino a Busco. Un proiettile vagante centrò la porta di un’aula del liceo Salvemini, senza conseguenze.
 Per l’omicidio Gelao i pm Fabio Buquicchio, Ettore Cardinali e Federico Perrone Capano hanno chiesto il massimo della pena nei confronti di Davide Monti e Giuseppe Signorile (per questo delitto Busco sarà processato dalla Corte di Assise a partire dal 2 febbraio). Per l’omicidio di De Santis è stata chiesta la condanna a 8 anni di reclusione per il collaboratore di giustizia, reo confesso, Domenico Milella, ex braccio destro del boss Palermiti. Il processo si celebra con il rito abbreviato nell’aula bunker di Bitonto dinanzi al gup Luigia Labriola. Tra gli imputati ci sono i pluripregiudicati Radames Parisi (chiesti 6 anni), Michele Ruggieri e Attilio Caizzi (9 anni), Filippo Mineccia (6 anni e 8 mesi), Raffaele Addante (8 anni).
    Il 12 febbraio si tornerà in aula per le arringhe difensive. La sentenza è prevista per l’11 giugno.

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