Ospedale in Fiera, interrogazione urgente Fdi: “Spreco di denaro pubblico, 10 quesiti per Emiliano”

Un’interrogazione urgente, rivolta direttamente da alcuni consiglieri regionali dell’opposizione al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, volta a conoscere le dinamiche che hanno portato alla costruzione dell’ospedale dedicato ai casi di Covid all’interno dei locali della Fiera del Levante. Sono queste le modalità scelte da Ignazio Zullo e dall’intero gruppo consiliare di Fratelli d’Italia per comprendere se, nel corso dei lavori di approntamento del nosocomio, vi siano stati comportamenti dannosi per le casse dell’ente e, dunque, per i cittadini.

Sono dieci i quesiti rivolti ad Emiliano. Si va dalle modalità d’assegnazione dell’appalto, attraverso una gara bandita con carattere d’urgenza, il che potrebbe aver determinato una restrizione del numero di partecipanti, e quindi un minor vantaggio per l’erario, ai costi dell’opera, lievitati da una base d’asta iniziale di dieci milioni di euro alla cifra finale di 17,5.

Gli altri punti sui quali si richiedono chiarimenti, poi, sono l’importo dell’affitto mensile (si parla di 111 mila euro) e la durata del relativo contratto, oltre alle ragioni per le quali si sia provveduto ad incrementare di 160 posti le terapie intensive, grazie all’ospedale in Fiera, quando il deficit regionale in proposito, secondo i dati Agenas, ammontava a soli 31 letti. Questo incremento ingiustificato potrebbe falsare, secondo i firmatari dell’interrogazione, uno degli indicatori sui quali si basa l’algoritmo per classificare le fasce di rischio per Regione, quello del 30% di posti letto occupati in terapia intensiva. Ciò comporterebbe, di conseguenza, una possibilità di sottovalutare la reale diffusione del virus.

Altri dubbi riguardano la scelta del luogo, poiché la Fiera non risponderebbe alle linee guida del ministero della Salute che prevedono l’allocazione delle terapie intensive prioritariamente in ospedali già funzionanti, con personale già formato anche all’attività chirurgica. Le perplessità non finiscono qui. Gli esponenti del centrodestra chiedono, infatti, se il centro di cura sarà realmente distribuito nei padiglioni 9, 11 e 18, con 10 moduli da 16 posti letto smontabili a fine emergenza e riutilizzabili altrove. Questa condizione non rispetterebbe il requisito strutturale richiesto dalla circolare, per il quale le terapie intensive dovrebbero restare per sempre laddove vengono implementate.

Ci si chiede inoltre, come si potrà ovviare alla carenza di anestesisti in Puglia e se si intenda procedere al trasferimento in loco di interi reparti del Policlinico del capoluogo pugliese. La realizzazione della costruzione in Fiera, infine, viene giudicata “un vero e proprio spreco di denaro pubblico redditizio per le ditte che sono state occupate e per la Fiera, che incamererà il fitto mensile.” Domande legittime, alle quali Emiliano dovrà dare senz’altro una risposta esauriente.

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