Maestrale e mobilità ecosostenibile. L’aria di Bari è sempre più pulita

Non le vedi ma le respiri. Sono le polveri sottili, che gli esperti hanno denominato PM10, in grado di inquinare l’aria respirata. Le cause? Varie, dal riscaldamento, al traffico. Esaminando i dati delle cinque stazioni di monitoraggio urbane della Rete regionale qualità aria, si scopre che la situazione del capoluogo  è migliore rispetto agli anni passati. Il merito può essere del maestrale che quando soffia spazza e pulisce ma anche delle abitudini dei baresi, sempre più affascinati da biciclette e monopattini, mezzi non inquinanti. L’aria di Bari, insomma, è sempre più pulita.

Il trend positivo riguarda comunque tutta la Puglia. Spiega Vito Bruno, direttore generale dell’Arpa regionale: “Negli ultimi tre anni, in termini di rispetto dei limiti di legge nazionale, la situazione è migliorata. Da un punto di vista dei valori di riferimento dell’Oms, invece, si riscontra un trend pressoché stazionario nell’ultimo triennio, con un dato, relativo al 2020, di 40 stazioni sparse sul territorio di monitoraggio della qualità dell’aria che hanno superato il valore di riferimento. Il miglioramento della qualità dell’aria, in media, nel 2020 è il frutto del combinato disposto di controlli più numerosi, innovazione tecnologica nelle attività produttive, ed una maggiore sensibilità per la tutela ambientale che ci auguriamo continui a crescere tra cittadini e operatori economici”.

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