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Studenti pronti a tornare in classe, al Gorjux un modulo per la dad fuorviante fa infuriare alcuni genitori

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Da lunedì 1° febbraio c’è la possibilità di tornare a scuola anche per gli alunni pugliesi delle scuole superiori. I genitori possono scegliere, così come già avviene dal 7 gennaio e poi confermato dal 25 gennaio per le scuole elementari e medie di primo grado, con due diverse delibere regionali, tra dad (didattica a distanza, da casa) o presenza in classe con il massimo del 50% degli studenti in aula. Alcuni dati fanno emergere che l’80% degli studenti delle scuole superiori, in Puglia, hanno scelto di continuare a seguire le lezioni da casa. A Bari ci sono scuole in forte contro tendenza oltre che in ritardo per l’arrivo delle adesioni dei genitori.

All’istituto comprensivo Gorjux-Tridente-Vivante su un totale di 750 studenti, si registra una media del 20% di alunni in dad e un 80% in presenza. Al Gorjux sembra vogliano tornare a scuola oltre il 76% degli alunni (ma non è da escludere che ci siano numerosi indecisi, visto che il dato non è ancora definitivo) mentre il 24% ha già deciso di continuare a seguire da casa; al Tridente il 18% ha scelto la dad, mentre il 16% al Vivante non vuole fare lezione in classe. I dati ci sono stati forniti dal dirigente scolastico, professor Donato Ferrara, il quale tiene a precisare che non è da escludere che altre richieste potrebbero arrivare anche nei prossimi giorni visto che non è stata indicata una scadenza. Diverse le motivazioni indicate nel modello predisposto con la possibilità di fornirle, tra questi in tanti hanno scritto “non ci fidiamo dei trasporti”, riferisce sempre il dirigente.

Approfittiamo per chiedere al preside chiarimenti proprio circa il modulo che in queste ultime ore sembra aver fatto letteralmente infuriare alcuni genitori e per il quale, non è da escludere, ci sia confusione da più parti.

Da una parte c’è il presidente Michele Emiliano che continua a ribadire e sottolineare, cosa che ha fatto anche stamattina dopo un incontro con gli alunni di una scuola di Andria sui temi del covid, che la scelta tra dad e presenza in classe è libera, tanto da affermare: «Chi pretende di dire ad una famiglia: “devi portare per forza fisicamente tuo figlio a scuola”, viola il diritto alla salute previsto dalla Costituzione. Con le nostre ordinanze stiamo tutelando il diritto alla salute di coloro che vogliono rimanere a casa… L’ordinanza obbliga la scuola a fornire la didattica a distanza…». Dall’altro ci sono i genitori che presi da svariati problemi, delibere da interpretare e moduli da capire, fanno fatica a comprendere e a ricordare le varie regole che cambiano di scuola in scuola, di figlio in figlio, di classe in classe.

Mamme e papà ma pure studenti dell’istituto comprensivo Gorjux-Tridente-Vivante non riescono a spiegarsi perché il dirigente scolastico abbia voluto inserire una frase, che sembrerebbe fuorviante, nel modulo per la richiesta della didattica a distanza, prevista nella circolare del 23 gennaio 2021 a firma dello stesso dirigente. Nel documento sembra che molti abbiano interpretato diversamente quanto richiesto dal preside. I genitori credono di dover dare una spiegazione non solo in caso di quarantena o malattia generica ma per qualunque motivo venga scelta la dad. La frase stampata sul modulo e che pare stia generando confusione è la seguente: “producono, con la presente, formale istanza di far svolgere al proprio figlio attività didattica a distanza, anche nelle settimane i cui è impegnato in presenza, in quanto: 1. destinatario di misure di sorveglianza in relazione al potenziale rischio da Sars-Cov2, trovandosi in situazione di positività o isolamento fiduciari; 2. interessato ad altre situazioni legate all’emergenza sanitaria, come di seguito indicate…” segue la richiesta di allegare a tale dichiarazione la documentazione medica relativa a quanto dichiarato. I genitori non sono assolutamente d’accordo, anzi sono furiosi e preoccupati, per questa richiesta così diversa da quella di altre scuole ed affermano che l’ordinanza regionale non prevede di dover motivare la scelta della dad.

Il dirigente scolastico, professor Ferrara da noi sentito chiarisce affermando che «le indicazioni sono due; la prima è relativa alla positività ed eventuale quarantena fiduciaria, la seconda è riferita a qualunque ragione dell’emergenza sanitaria, tant’è che si può indicare qualsiasi ragione legata all’emergenza sanitaria e molti stanno scrivendo della preoccupazione dell’utilizzo del bus. Se ci sono motivi personali, questi vanno giustificati diversamente». Per quanto riguarda la richiesta invece dei documenti a prova della dichiarazione aggiunge: «si tratta di un’interpretazione molto personale, la richiesta di documentazione medica non è dovuta per entrambi i due punti. E’ solo e strettamente legata al punto 1, tant’è che c’è un rigo al punto 2 per spiegarne la motivazione».

Sentite le due parti a questo punto ci preme un suggerimento doppio: alla Regione di prevedere con delibere future un modulo comune a tutte le scuole, chiaro e comprensibile a tutti; e alla scuola magari di poter, a questo punto, invertire l’ordine dei due punti del modulo in modo da cercare di evitare confusioni purtroppo legate spesso a libere interpretazioni.

Anna Caiati

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