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Mercato ortofrutticolo, pestati due agenti della Polizia locale. Fermati padre e figlio

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Un’ altra assurda aggressione nei confronti della Polizia locale. Dopo l’investimento della scorsa settimana di un agente durante un normale controllo, peraltro nei confronti di un uomo che stava gettando illecitamente la spazzatura, oggi è toccato a due agenti che sono stati aggrediti solo perché presidiavano i varchi di accesso del mercato ortofrutticolo in via Caracciolo.

Secondo il regolamento, l’ingresso alla struttura mercatale è consentito dalle 5 della mattina. Educatamente e correttamente, i commercianti tutti i giorni attendono incolonnati l’apertura dei varchi. Questa mattina, invece, due persone che “avevano fretta”, hanno prima aggredito con calci e pugni un agente al varco e poi anche il collega intervento in suo soccorso. Uno dei due agenti, è stato spinto per terra rimanendo incastrato tra la colonnina della sbarra automatica di accesso e un’auto ferma all’ingresso, mentre i due continuavano ad infierire. Poco dopo sono scappati facendo perdere le tracce, mentre sul posto arrivavano altre pattuglie. Sono subito partite le ricerche degli aggressori, riconosciuti e rintracciati intorno alle 13, grazie alle informazioni raccolte in loco e alle immagini di videosorveglianza dell’area mercatale.

I feriti sono stati trasportati al Policlinico: ad uno dei due agenti sono state riscontrate abrasioni sul viso e probabile frattura al setto nasale, mentre per l’altro, pestato mentre era a terra, sono ancora in corso gli accertamenti. Si sospettano fratture agli arti superiori.

Gli autori dell’aggressione sono padre e figlio, 53 e 27 anni, entrambi pregiudicati, dovranno rispondere di reati a vario titolo, compresa la resistenza e le lesioni gravi e aggravate perché contro pubblici ufficiali. Il padre, commerciante, ha la tessera per accedere al mercato che ora potrebbe essere sospesa o revocata. Sono ancora in corso le indagini per risalire alle responsabilità.

Che cosa sta accadendo in città? Perché non c’è più rispetto delle regole basilari della civile convivenza? Perché questi atti di violenza gratuita nei confronti di chi deve provvedere a far rispettare le leggi? Perché più sono futili i motivi e più violente sono le aggressioni? Perché ci dimentichiamo che chi indossa una divisa è sempre una persona come noi?

Sono domande a cui è molto difficile dare una risposta, così come è difficilissimo spiegare alle vittime delle aggressioni e soprattutto alle loro famiglie perché è diventato troppo complicato svolgere il proprio lavoro oggi, far rispettare le regole quando c’è qualcuno che barbaramente non rispetta le basilari regole di convivenza civile.

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