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L’assessore Pierucci impegato su vari fronti culturali e commemorativi

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Il 29 gennaio del 1944 si tenne a Bari la riunione dei Comitati di liberazione nazionale e per ricordare il ruolo della nostra città, sin da quasi ottanta anni, l’assessore alla cultura Ines Pierucci  ha scelto di visitare l’Istituto pugliese per la Storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea “Tommaso Fiore” presso il Consiglio regionale Puglia.  Durante l’interessante  passeggiata presso la sede istituzionale,  ha potuto altresì apprezzare il grande lavoro artistico di Francesco Carofiglio sulla memoria dell’esempio più lungimirante di imprenditoria culturale quale quella compiuta da Adriano Olivetti anche attraverso la famosa macchina da scrivere lettera22.

Grazie al professor Vito Antonio Leuzzi e ad Annabella De Robertis ha scoperto l’immenso patrimonio culturale, che conosceva solo in parte, sulla nostra storia del novecento, sull’antifascismo e sul meridionalismo, del quale ha auspicato  quanto prima un grande progetto di valorizzazione. Affinché la libertà sia conoscenza deve necessariamente passare dalla scelta della valorizzazione della ricerca scientifica.

“Credo in un solo genere, quello umano, che consente a tutte e a tutti di fruire della storia, quale bene comune”, ha affermato l’assessore.  Con il professor Leuzzi e la professoressa Francesca Romana Recchia Luciani, inoltre, nel pomeriggio di  venerdì ha dialogato sulla pubblicazione Progedit “Il racconto della Shoah per il XXI secolo”, nell’ambito di una iniziativa organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Bari.

Nella mattinata della stessa giornata l’assessore Ines Pierucci  ha inaugurato inaugurato “Take your time” un distributore di storie presso la stazione ferroviaria di Bari realizzato grazie ad un progetto dell’Associazione Fatti d’Arte sostenuto dalla Regione Puglia e Arti l’Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione.

A lei è capitato il sonetto 23 di Shakespeare. Fra i racconti disponibili per i lettori vi è anche  “ Margherita”, il cui autore è Antonio Stornaiolo.

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