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La Puglia e’ “arancione” ma i pugliesi ormai stanchi sono “neri”

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La Puglia con la Sicilia, l’Umbria e la Provincia autonoma di Bolzano e’ fra le pochissime regioni che da oggi e’ in zona arancione, con tutte le conseguenze che questo comporta sul piano delle attivita’ e del movimento delle persone. Il nostro governatore Michele Emiliano ha esternato la sua soddisfazione e contentezza per questa colorazione. Non crediamo che esulti per la stessa ragione la stragrande maggioranza dei pugliesi. Diciamolo chiaro e tondo: la zona arancione e’ una bocciatura sotto tutti i punti di vista! Il virus non ce l’ha con la Puglia, non e’ piu’ aggressivo nella nostra regione perche’ ci vuole fare un dispetto; al contrario da noi si moltiplica velocemente perche’ le politiche e i provvedimenti posti in essere da chi ha il controllo della sanita’ regionale sono pressocche’ fallimentari, come dicono i numeri. La media dei tamponi positivi rispetto a quelli effettuati a livello nazionale si attesta intorno al 5-6%, in Puglia oscilla paurosamente intorno al 10% (ieri altre 36 vittime). Il vero problema e’ che per fare un tampone molecolare su un caso sospetto bisogna aspettare ancora tempi biblici e nel frattempo il virus fa festa moltiplicandosi. E invece, la chiave per fermare il coronavirus, come sostengono da sempre gli esperti piu’ credibili, e’ proprio quello di fare tamponi a tappeto per isolare i positivi che molto spesso sono asintomatici e quindi ancora piu’ pericolosi. La piattaforma Giava non funziona bene come denunciano i medici, in qualche caso esasperati. I tamponi rapidi non sono mai partiti dopo essere stati annunciati da due mesi. E questo nonostante il governatore abbia bloccato la didattica in presenza e concedendo ora la possibilita’ agli studenti delle superiori di evitarla optando per quella a distanza. L’ospedale in Fiera, costato un occhio della testa, che doveva essere in funzione da oggi non puo’ essere utilizzato perche’ ci sono ancora ulteriori opere da realizzare e non ci sono i medici. Insomma la situazione e’ piu’ seria di quel che si creda e a nulla servono le prese di posizione di ordini professionali, associazioni di categoria, sindacati e uomini di scienza.

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