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Inchiesta Rssa, il gip rigetta le richieste di arresto. La Procura si oppone

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Il gip rigetta le richieste di arresto, la Procura impugna il provvedimento. E’ polemica sulla vicenda che coinvolge gli amministratori delle due Rssa “Villa Giovanna” di Bari e “Nuova Fenice” di Noicattaro dove nella prima ondata pandemica sono state contagiate complessivamente 257 persone e 47 sono decedute.

Scrive il gip del Tribunale di Bari, Marco Galesi: “I fatti oggetto di addebito, così come contestati, non sono previsti dalla legge come reato “perché nei delitti di epidemia colposa “la responsabilità a titolo di omissione ipotizzata dal pm non è nemmeno astrattamente configurabile”.

Nell’ordinanza, impugnata dalla Procura di Bari, il giudice, motivando il provvedimento sulla base di una recente pronuncia della Cassazione, spiega che il reato di epidemia colposa “è modellato secondo lo schema dell’illecito causalmente orientato, ossia mediante la propagazione, volontaria o colpevole, di germi patogeni di cui l’agente sia in possesso”. Cioè perchè sia contestabile occorre accertare condotte “commissive” e non “omissive”. Per il gip, inoltre, non sussiste anche il pericolo di reiterazione del reato perchè “le carenze riscontrate all’epoca dei fatti”, come confermato anche dalle dichiarazioni dei dipendenti ascoltati nel corso delle indagini dai carabinieri del Nas, potrebbero essere state “colmate nell’ulteriore corso della pandemia”.

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