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5G una delle tecnologie del futuro. Ma e’ realmente sicura per l’uomo?

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L’avvento del 5G, la possibilita’ di trasmettere segnali a velocita’ sempre piu’ elevate, ha aperto un dibattito a livello mondiale sulla possibile nocivita’ in danno degli esseri viventi. L’associazione Alleanza Italia Stop 5G e’ fra le piu’ attive nella ricerca della verita’ che non e’ semplice da raggiungere perche’ spesso gli effetti di nuove tecnologie si scoprono nel tempo e la sperimentazione del 5G e’ recente. Abbiamo voluto rivolgere alcune domande a Giancarlo Vincitorio referente per la Puglia della Associazione.

Di cosa vi occupate in particolare?

Di tutta la tematica ecologistica, dalla salvaguardia dell’ambiente alla tutela della salute dei cittadini dagli effetti nefasti causati dall’inquinamento. In particolare, negli ultimi tempi, siamo preoccupati dei rischi che potrebbero essere generati dalla nuova tecnologia del 5G. Non è un caso che nell’installazione dei nuovi impianti sul nostro territorio pugliese si parla di una fase di sperimentazione. Significa che installano le nuove antenne e si sperimenta, in tempo reale, quali e quanti benefici e danni si producono su ambiente e salute della popolazione. A parte che la sperimentazione non è misurabile, a nostro parere, solo in tempi brevi ma anche nel lungo periodo, noi la pensiamo diversamente: non è il tempo di provare. Vogliamo avere certezze sulla innocuità del 5G. Siamo impegnati ad impedire che la sperimentazione avvenga a rischio della salute dei cittadini e dei già precari equilibri dell’ambiente. 

A che punto siamo con 5G in Puglia e a Bari in particolare?

Non siamo ancora riusciti ad avere un dato certo ma posso dire che riceviamo tante segnalazioni da cittadini allarmati per l’installazione di nuovi impianti 5G. Abbiamo motivo di pensare che il livello di emissioni elettromagnetiche a Bari sia eccessivo. Con questo non intendo dire che le emissioni sono superiori a quelli consentiti dalla legge ma che il bombardamento continuo e costante di queste emissioni, per tutti i minuti del giorno e prolungato negli anni, ai cittadini residenti nei pressi di queste antenne qualche problema potrebbero forse causarlo alla salute. La continuità all’esposizione è un fattore molto peggiorativo rispetto al temporaneo sforamento dei valori limite stabiliti dalla normativa in vigore.

Vi risulta come associazione che gli impianti dei gestori siano funzionanti?

Fortunatamente tra i nostri volontari ci sono anche tecnici esperti del settore. Siamo dotati anche di rilevatori e misuratori di segnale di radiofrequenza. Purtroppo abbiamo accertato che negli ultimi mesi risultano intensificate le installazioni di ripetitori e antenne di tecnologia 5G, LTE e FWA. Quest’ultima tipologia utilizza proprio un segnale del 5G per funzionare. A Bari le frequenze 5G utilizzabili sono 700Mhz, 3700 Mhz e 26 Ghz e le compagnie ne stanno approfittando. Ad esempio Iliad nei mesi scorsi ha chiesto diverse autorizzazioni e dall’estate scorsa ha iniziato ad installare le antenne 5G su alcuni impianti già esistenti. Aggiornando il software riuscirebbe infatti ad utilizzare anche alcune antenne esistenti di tipologia LTE.

Cosa vi preoccupa di questa nuova tecnologia?

Ci preoccupa tutto del 5G perché si sa poco. E’ tutto teorico e di pratico c’è, purtroppo, la soltanto la sperimentazione avviata. Gli studi fatti dai nostri scienziati ed esperti e da quelli cosiddetti indipendenti, cioè non finanziati da organismi direttamente o indirettamente in conflitto d’interessi con le multinazionali o aziende del settore delle Telecomunicazioni, ci fanno essere, giustificatamente, molto preoccupati. Non vorremmo trovarci tra 20 o 50 anni nelle stesse condizioni di chi, in passato, ha usato, con conseguenze mortali, l’Eternit. Anche questi materiali conobbero una elevata diffusione per i vantaggi economici e pratici che producevano nell’immediato del loro utilizzo ma solo dopo decenni si è riusciti a capire che quelle fibre di amianto erano cancerogeni per l’uomo e inquinanti per l’ambiente.

Gli enti locali hanno la possibilità di impedire eventualmente l’installazione di impianti 5G?

Insieme ai sindaci pugliesi abbiamo condotto delle belle e proficue battaglie. In tanti comuni è stata vietata l’installazione di antenne e ripetitori radio del 5G. Lecce è diventata addirittura la capolista d’Italia delle province con il più maggiore numero di comuni contrari a questa nuova tecnologia. Anche a Bari è significativamente diffuso il sentimento di contrarietà al 5G. Di recente, però, il Governo centrale, nel varare il cosiddetto “Decreto Semplificazione”, ha di fatto impedito ai sindaci di manifestare la volontà popolare di dissenso sull’ubicazione di queste opere. Fortunatamente un recente ricorso al TAR Puglia di Lecce ci dà al momento ragione e forza per sperare di poterci opporre all’imposizione del 5G che consideriamo una sorta di dittatura tecnologica.

Qual è la situazione nelle altre regioni d’Italia e negli altri Paesi?

La situazione è questa: 603 Comuni d’Italia sono ufficialmente Stop5G; 394 sindaci hanno emanato ordinanze Stop5G; 3 Regioni e una Comunità montana hanno approvato mozioni per la precauzione, cioè hanno affermato, per dirla con altre parole, che non disponendo di certezze sulla innocuità del 5G è meglio non autorizzare neppure la fase di sperimentazione di questa nuova tecnologia in contesti urbani. Auspichiamo che anche la Regione Puglia segua l’esempio di Campania, Toscana e Marche ma i segnali attuali, purtroppo, vanno in direzione opposta. I comuni continuano a ribellarsi e non solo in Puglia ma da novembre scorso le società del comparto Telco hanno ufficializzato l’avvio della rete 5G in molte città italiane e le dispendiose campagne pubblicitarie collegate alla promozione di cellulari 5G e relativi servizi a pagamento, tra l’altro molto costosi, sono una conferma di un input commerciale fortemente sostenuto anche a livello governativo.

Gli enti locali forniscono notizie aggiornate?

Su questo argomento riscontriamo risposte diametralmente opposte da Istituzioni e cittadini. Al crescere delle attenzioni di quest’ultimi, che si traducono in una maggiore ricerca di informazione e in una più qualificata e massiva partecipazione attiva alle nostre iniziative, registriamo, purtroppo, una crescente e fastidiosa diffidenza di alcune Istituzioni. Ad esempio dal Comune di Lecce attendiamo da molti mesi, nonostante solleciti e diffide che abbiamo inviato, di avere la mappa delle installazioni di oltre 350 hotspot previste per l’irraggiamento del segnale 5G in quella città. Eppure l’accesso agli atti e il principio della trasparenza degli atti amministrativi sono sanciti dalla Legge. Purtroppo è quasi sempre difficile accedere alle notizie aggiornate di cui abbiamo bisogno. Va evidenziato però, ad esempio, che il Comune di Bari ci ha risposto celermente informandoci che la fase della sperimentazione del 5G è terminata il 30 giugno scorso ma poi ha rimandato all’Arpa Puglia la fornitura degli altri dettagli di cui abbiamo bisogno e ora attendiamo di saperle da quest’ultima.

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