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Aumenta la mortalità a Bari, non soltanto per il Covid

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L’indice di positività al Covid-19 in Puglia al momento oscilla tra il 9% e il 10%. Il dato, è evidente, è in controtendenza rispetto al dato nazionale che si attesta intorno al 5%. Così il numero dei decessi è molto diverso dal dato nazionale.

Dal rapporto su “Andamento della mortalità giornaliera in relazione all’epidemia Covid”, pubblicato periodicamente dal Ministero della Salute emerge che a Bari ci sono 164 morti in più rispetto alla media degli ultimi 5 anni. Il documento spiega che “la mortalità giornaliera (deceduti e residenti nel Comune) viene confrontata con la serie storica di riferimento (valore atteso). Per ogni città, la mortalità giornaliera attesa è definita come la media per giorno della settimana e numero della settimana calcolata nei 5 anni precedenti e pesata per la popolazione residente (dati ISTAT) per tenere conto del progressivo invecchiamento della popolazione.”. È evidente, dunque, che il parametro di riferimento per calcolare la mortalità, è una media sui 5 anni che nell’ultimo anno è condizionata dal Covid. Quindi, il dato è vincolato alla pandemia in corso.

A Bari, a causa del Covid, dal 25 novembre 2020 al 19 gennaio 2021 sono stati registrati 653 decessi, quando invece dovevano essercene 489. Ci sono 164 morti in più a causa del Covid. Da dal 6 al 12 gennaio 2021 c’è stato un picco con 94 decessi, mentre dal 13 al 19 gennaio i morti sono stati 96.

La tabella qui sotto riporta i decessi e i riferimenti per tutte le età, per classe di età e per finestre settimanali di Bari.

PeriodoTotaleBaseline0-6465-7475-8485+
25 nov – 1 dic71546102332
2 – 8 dic74527181534
9 – 15 dic80595133230
16 – 22 dic8252782542
23 – 29 dic79569101743
30 dic – 5 gen77674142237
6 – 12 gen94756143242
13 – 19 gen96749162645
Totale65348953103192305

Il Coronavirus che provoca il Covid-19, ormai abbiamo imparato a conoscerlo, è letale per chi ha altre patologie, soprattutto respiratorie: la concausa di altre patologie rilevanti e l’età aumentano la mortalità. Chi è più avanti negli anni ha la possibilità di sviluppare varie malattie che con le quali vive in equilibrio precario. Questo equilibrio viene modificato dal Covid, portando alla morte. Ma l’incidenza della mortalità da Covid non è paragonabile all’influenza o ad altre malattie, perché le varianti sono praticamente incalcolabili: si stima, con le dovute precauzioni e considerando sommariamente le innumerevoli variabili sociali, ambientali, economiche e climatiche, che la mortalità si attesti intorno allo 0,6%, mentre l’incidenza dell’influenza stagionale è dello 0,1%. Ci sono altre malattie, come la malaria che ha una mortalità fino al 20%, o il colera che può raggiungere anche il 60%.

Ma da un punto di vista microbiologico, è bene spiegarlo, il coronavirus, come tutti i virus ha bisogno di un organismo ospite per poter vivere e replicarsi, meglio se in buona salute, perché altrimenti aggredendo un organismo già provato, potrebbe non replicarsi e diffondersi rapidamente, andando così verso la morte. Per queste ragioni, muta, perché anche il virus è un essere vivente che ha come obiettivo la sua sopravvivenza. Ecco perché aumenta la sua contagiosità, riducendo la sua letalità.

Per combattere il Covid diventa fondamentale così il vaccino. Il vaccino è un preparato biologico costituito da alcuni elementi disattivati o attenuati del virus, che iniettati nell’organismo stimolano la risposta immunitaria creando gli anticorpi ad hoc, per combattere e annientare l’infezione. Così si diventa immuni.

Ma l’aumento della mortalità a Bari fa considerare un altro aspetto. Il Covid ha dimostrato che una parte della popolazione non è completamente in salute e ha un’età piuttosto avanzata. L’evoluzione di una città e di una società dipendono da questi fattori. Chi amministra deve conoscere questi numeri, deve saper interpretarli e deve poter intervenire rapidamente e concretamente, per evitare che il sistema economico collassi su se stesso e la città non si svuoti.

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