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Ritorno “zona gialla”: riapre la cultura. Ingressi gratis al museo di Santa Scolastica

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Con la Puglia in zona gialla non riaprono al pubblico solo bar, pub, ristoranti e pizzerie (comunque massimo sino alle ore 18, ndr), ma anche i musei. A Bari si potrà tornare a visitare i tesori del museo archeologico di Santa Scolastica, nella città vecchia, a partire dal 15 febbraio. La notizia arriva dal palazzo del lungomare sede della Città metropolitana. Il museo sarà però aperto solo nei giorni feriali, non nei week end o giorni festivi.

Dal prossimo lunedì, quindi, si potrà tornare ad ammirare le collezioni del museo archeologico di Santa Scolastica che sarà aperto dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 17, secondo le modalità di fruizione contingentata e con il distanziamento sociale previsti dalle normative di legge anti-Covid. L’ingresso al pubblico è gratuito. E’ dal 1875, quando furono accolti i reperti del professor Nitto De Rossi, sono visibili al pubblico dal 1890 quando il Museo fu aperto nell’Ateneo dove è rimasto sino al Duemila, che il Museo Archeologico di Bari si è arricchito di pezzi unici e preziosi frutti di numerose campagne di scavo e acquisti tra i quali i reperti canosini della tomba Varrese, la collezione Polese comprendente oltre 2000 oggetti, il monetiere Maselli, a cui sono seguiti i reperti con  gli scavi ad Acquaviva delle Fonti, Canosa, Conversano, Rutigliano e Turi, insieme con quelli a Monte Sannace a Gioia del Colle. Sino ad arrivare ad oltre 30mila reperti di varie epoche storiche e archeologiche tutte custodite in questo grande contenitore culturale. Non mancano infatti testimonianze preistoriche tra oggetti in pietra e ceramica impressa, ceramica geometrica dauna, peuceta e messapica tutta locale, insieme con ceramica apula di derivazione greca a vernice nera, sovradipinta, a figure rosse e dello stile di Gnathia; ceramica greca, corinzia e attica, terrecotte figurate e architettoniche, sculture in pietra, vasi, armi, armature e utensili in bronzo di varie epoche e fattezze, oreficeria, monete greche, romane, bizantine, medievali e moderne, gemme, oggetti in osso e in avorio, vetri e ambre. 

Alle spalle del complesso monumentale di Santa Scolastica, ricordiamo, è presente pure l’area archeologica di San Pietro, chiamata così poiché qui sorgeva il monastero di San Pietro Maggiore (detto anche delle Fosse) e dove oggi, dopo scavi e restauri, sono visibili i resti della chiesta del XII e XIII secolo, insieme con il convento francescano del XV secolo una chiesa rupestre dedicata a San Pietro perché secondo una storia, non dimostrata, venne fondata dallo stesso Apostolo quando passò da Bari diretto a Roma intorno alla metà del I secolo, secondo alcuni storici.

A causa di lavori in corso al terzo piano del palazzo dell’ex Provincia, sede della Città metropolitana, resterà invece ancora chiusa la pinacoteca “Corrado Giaquinto”, in quanto l’accesso al museo, dalla scala monumentale, è impedito dai lavori stessi. Mentre continuano, da novembre la serie di interventi di riqualificazione degli spazi della pinacoteca insieme con alcuni restauri. I lavori interessano le tre sale della Collezione Grieco dove è in atto il rifacimento della parte espositiva e dell’impianto di illuminazione, la sala che ospitava le opere del Banco di Napoli sarà invece destinata ad accogliere quadri e sculture che vanno dai primi del 1900 fino agli anni ‘50. In contemporanea continua pure il restyling del front office e dell’accoglienza dei visitatori, così come sono in corso lavori per creare un nuovo spazio nella sesta sala dove presto sarà esposta la scultura “L’annunciazione dell’amore” Filippo Cifariello attualmente in fase di restauro.

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