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Nasce il comitato “Giù le mani da San Nicola”

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Un comitato per dire “no” alla realizzazione del colosso di San Nicola, ma anche per proporre soluzioni alternative che coniughino al meglio le esigenze della collettività con la tradizione. E’ quello costituito ufficialmente nella giornata di ieri da 15 firmatari, tra cui spiccano rappresentanti locali del Fai e dell’Uaar, la presidente della Consulta ambiente Bari, Antonella Calderazzi, il presidente dell’associazione Murattiano, Franco Neglia e l’architetto Gianvito Spizzico, che ne ha anticipato le tematiche con il suo gruppo Facebook “Giù le mani da San Nicola – No alla Statuona. #nicolexit”.

Il monumento alto 70 metri, proposto dall’associazione “Una statua per San Nicola”, è stato oggetto nei mesi scorsi di un lungo dibattito che si trascina ancora oggi in misura minore. Le argomentazioni sostenute dagli oppositori spaziano su ogni fronte: socioculturale, religioso, artistico, architettonico, urbanistico e persino ambientale.
«È per rispetto di tutte le realtà esistenti nella città – si legge nel documento costitutivo – che si è deciso di costituirsi in un comitato, composto da laici, cattolici e persone delle più diverse fedi e culture, con l’obiettivo di illustrare in ogni sede le ragioni della contrarietà e, soprattutto, la ricerca e il sostegno ad iniziative più logiche, più consone e più rispettose dello stesso culto nicolaiano».

A giudizio del comitato, risulta invece molto più coerente il progetto presentato a gennaio dall’Accademia cittadella nicolaiana, per mezzo del presidente Alberto Losacco. Nel dettaglio, si propone una riqualificazione generale delle aree circostanti la Basilica, in cui si concentrano il Museo nicolaiano, la scuola San Nicola, la Corte del catapano, il Portico dei pellegrini e la più piccola chiesa di San Gregorio, per creare uno spazio unitario e pedonalizzato che arrivi fino al lungomare. E’ previsto inoltre l’utilizzo della tecnologia per ottenere effetti suggestivi che valorizzino i luoghi anche di sera: una colonna di luce stagliata sul mare, alcuni sampietrini luminosi con l’immagine del santo e proiezioni artistiche sulla facciata del Museo.

«È dunque con questa organica proposta tendente a valorizzare l’intera area che circonda largo Urbano II, che devono misurarsi le istituzioni locali, a partire dal Comune di Bari dal quale ci attendiamo un segno di approvazione» auspica il comitato, immaginando di attivare un percorso turistico-religioso che coinvolga oltre alla Cittadella nicolaiana il Polo delle arti (teatro Margherita, ex Mercato del pesce e Sala Murat) e le tante chiesette della Città vecchia, purtroppo quasi sempre chiuse al pubblico.

L’invito a valutare l’iniziativa dell’Accademia è rivolto anche alla Regione Puglia, che ha destato però «incredulità e delusione per la proposta di un “parco Ludico culturale” inserita dallo stesso ente nella sezione progetti speciali nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza della Regione Puglia, dipartimento Turismo, cultura e valorizzazione del territorio nell’area ex Stanic». Di questo progetto candidato al Recovery Fund, il comitato salva solo gli interventi previsti nel centro storico, ma prende fermamente le distanze dall’idea di un parco a tema nicolaiano nell’area della raffineria dismessa.

Si suggerisce poi ai vertici del Demanio regionale e dell’Autorità portuale di dissociarsi dai lavori dell’associazione “Una statua per San Nicola”, ritenendo ingiusta la possibilità di ipotecare a priori un suolo pubblico per un progetto privato, senza che quest’ultimo abbia affrontato i dovuti passaggi formali e le valutazioni tecniche.
In conclusione, si evidenzia come la candidatura di Bari a capitale italiana della Cultura 2022 fosse imperniata sulla figura di San Nicola, e come la proposta dell’Accademia riuscirebbe a coniugare storia e modernità senza interventi invasivi.

Il comitato è aperto sia ai singoli cittadini che alle associazioni, con lo scopo di «mettere in rete le voci e i volti della parte più intima della cultura barese». L’iscrizione è gratuita e può essere richiesta all’indirizzo email bari@uaar.it

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